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Addio al capitano d’industria Antonio Mastroberardino, don Enzo: «pagina di storia della nostra città. Dobbiamo essere orgogliosi e dirgli grazie». Fotoservizio

Pubblicato in data: 31/1/2014 alle ore:09:00 • Categoria: CronacaStampa Articolo

funerale-mastroberardino2Dolore e commozione nel giorno dell’addio al Cavaliere del Lavoro Antonio Mastroberardino, re del vino campano scomparso a 85 anni. La cittadina del Sabato si è fermata per l’estremo saluto al grande capitano d’industria che con il movimento del vino ha portato in giro per il mondo il nome della città stampato sulle etichette di tutte le bottiglie di tanti vini prestigiosi.
Ad attendere la bara, giunta con un lungo corteo dalla camera ardente allestita presso uno dei saloni della sua azienda di via Manfredi e scortata nell’ultimo viaggio dai dipendenti, sulle scalinate della chiesa madre una folla commossa e silenziosa di persone che ha voluto così salutare e rendergli omaggio, per l’ultima volta. Una chiesa gremita quella di Sant’Ippolisto Martire. Il mondo del vino, non solo campano, si è voluto stringere intorno alla famiglia, ai figli Piero e Carlo, al fratello Walter e alle nuore Tiziana e Kelle. Commozione e forte dolore si registravano ovunque.
funerale-mastroberardino1Tra i presenti gli onorevoli Pietro Foglia e Franco D’Ercole, Giacinto Maioli direttore di Confindustria Avellino e gli ex sindaci Aldo Laurenzano e Andrea De Vinco. Per l’amministrazione l’assessore al Commercio Antonio Iannnaccone.
Un lungo applauso ha seguito l’uscita del feretro dalla chiesa tra due ali di dipendenti della azienda vitivinicola in divisa posti agli estremi del sagrato, quasi a voler dar vita ad una sorta di picchetto d’onore per colui che è stato il simbolo dell’eccellenza vitivinicola in Irpinia. Un nome, quello dei Mastroberardino e una famiglia che in Campania sono la storia del vino dal 1878. Ed il dottor Antonio, cresciuto tra botti e vigneti, entrando a far parte, alla morte del padre, dell’azienda di famiglia all’età di diciasette anni, aveva intuito tra i primi in Campania l’ importanza del recupero dei vitigni autoctoni e aveva contribuito a quello che oggi viene definito il miracolo campano del vino.
funerale-mastroberardino3Un pioniere che è riuscito nel secolo scorso a rendere questa provincia tra le prime al mondo per la produzione vitivinicola con l’Aglianico, il Taurasi, il Greco di Tufo ed il Fiano di Avellino. Una famiglia, la sua, che produce vino da oltre due secoli e dieci generazioni, riuscendo a farlo apprezzare e bere ai più potenti uomini del mondo.
Il parroco, don Enzo De Stefano ha ricordato la figura dell’imprenditore come una persona gentile «una presenza importante, una pagina di storia della nostra città. Dobbiamo essere orgogliosi di questa persona che ha fatto conoscere Atripalda nel mondo. Perciò a nome di tutti mi sento di dirgli grazie» è stata la frase con la quale il sacerdote ha concluso l’omelia, invitando i presenti a pregare per superare il dolore.
funerale-mastroberardino4Poi l’invito a riflettere sul dono della vita e a guardare la morte con speranza, come il passaggio alla vita eterna. Don Enzo non nasconde la commozione nel ricordo dell’ultimo incontro avuto con lui prima di Natale «mi ricevette con garbo e gentilezza. I nostri ragionamenti erano tutti incentrati sul futuro dei giovani. E lui era molto preoccupato per coloro che non trovano lavoro». Poi parole di conforto per i parenti.
Dopo il lungo corteo verso il cimitero di via Manfredi. Lunedì 10 febbraio, alle ore 17, il settimo.
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4 risposte a “Addio al capitano d’industria Antonio Mastroberardino, don Enzo: «pagina di storia della nostra città. Dobbiamo essere orgogliosi e dirgli grazie». Fotoservizio”

  1. Francesco ha detto:

    Per la verità, senza nulla togliere all’assessore al commercio che ha rappresentato l’Amministrazione, mi sarei aspettato la presenza del Sindaco con tanto di fascia tricolore a dare l’estremo saluto a chi ha reso famosa Atripalda in Italia e nel mondo. Era l’occasione unica per avere una platea qualificata ad ascoltare. Il 90% dei presenti non era di Atripalda , perciò credo fosse giusto che oltre alle belle parole del Parroco si fossero aggiunte quelle del Sindaco. Così non è stato e questo mi duole. Ricordo che ben 47 anni fà , a Milano per dire che eri di Atripalda dovevi dire che eri napoletano. Avellino, benché capoluogo, non era per niente conosciuta. Ebbene nel lontano 1967 nella galleria di Milano ho avuto modo di ammirare tra il ristorante Savini e il bar Motta una vetrinetta con l’esposizione dei vini di Mastroberardino . E così è stato per gli anni a seguire, l’ho visto in bella mostra e molto richiesto nei migliori ristoranti e negli aeroporti in tutta Italia . Grazie Cav. ANTONIO : Atripalda ti deve tanto.

  2. KATY ha detto:

    MI ASSOCIO ANCHE IO AL PENSIERO DEL SIGNOR FRANCESCO, ANCH’IO INFATTI LEGGENDO L’ARTICOLO SONO RIMASTA STUPITA DELLA NON PRESENZA DEL PRIMO CITTADINO…..
    QUALCHE GIORNO FA MENTRE ERO A ROMA, MI CHIESERO…DI DOVE SIETE? IO DISSI: ATRIPALDA….E SUBITO::::BENE, LA CITTA’ DEL VINO, DEL GRANDE MASTROBERARDINO…

    A NOME MIO E DEI MIEI FIGLI, GRAZIE X AVERCI RESO UN PAESE “IMPORTANTE”…..

    BUON VIAGGIO

  3. yu ha detto:

    LE IMPRESE NON SONO LIBERE:-))
    PERCIO’ NON HO PARTECIPATO AI FUNERALI
    cia-o

  4. yu ha detto:

    Mi correggo: penso che qui non c’è molta libertà d’impresa.
    Il cav. ne sapeva qualcosa.
    Quindi non ho preso parte alle esequie.

    ciao

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