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Il decesso dell’84enne atripaldese al Moscati, i familiari accusano: “Potassio iniettato direttamente in vena da un’allieva tirocinante”

Pubblicato in data: 6/9/2014 alle ore:14:07 • Categoria: CronacaStampa Articolo

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Sul decesso dell’84enne atripaldese al Moscati i familiari accusano: “Potassio iniettato direttamente  in vena”.
Sarà comunque l’autopsia a chiarire le cause del decesso di S.C., le sue iniziali, avvenuta a seguito di un’iniezione nell’Unità Operativa di Cure Intensive Geriatriche del Moscati di Avellino.
Questa mattina i familiari dell’anziana donna si receranno in Procura, per un incontro con il sostituto procuratore Cecilia De Angelis, che indaga su quanto accaduto.
Due infatti le indagini aperte sull’episodio. Quella della Procura, dopo la denuncia presentata dai familiari dell’anziana e quella interna, avviata dalla stessa Azienda Ospedaliera.
Stesso in giornata il giudice potrebbe incaricare il medico legale di procedere allo svolgimento dell’esame autoptico sul corpo della signora alla presenza di periti e consulenti di parte.
Dagli esami si capirà le reali condizioni della donna e se alla base del suo decesso ci sia stata una manovra infermieristica errata, un particolare dosaggio di farmaci, una modalità diversa di somministrazione del medicinale o qualche altro fattore che abbia potuto scatenare una reazione così violenta da portare la donna alla morte.
Solo dopo l’esame di oggi il magistrato inquirente acconsentirà alla riconsegna della salma ai familiari per lo svolgimento del rito funebre e la successiva sepoltura.
La notizia ha destato dolore e sconcerto nella cittadina del Sabato dove la famiglia è conosciuta e stimata.
La vicenda è avvenuta mercoledì sera nel reparto geriatrico della Città Ospedaliera. L’anziana di contrada Acqua Chiara era ricoverata da alcuni giorni in ospedale a seguito di un intervento di colecistectomia, operazione di asportazione della colecisti che si era svolto regolarmente trattandosi di un intervento semplice anche se effettuato su una paziente anziana. La donna era stata appoggiata nell’Unità Operativa di Cure Intensive Geriatriche perché nel Reparto di Chirurgia non ci sarebbe stato posto. Nella serata di mercoledì, dopo che l’anziana era stata sottoposta alla somministrazione di un farmaco è intervenuta una crisi, che ha portato all’arresto cardiocircolatorio per l’ottantaquattrenne, deceduta dopo pochi minuti.
Nel reparto erano presenti anche i familiari che hanno assistito ai drammatici momenti di soccorso del personale medico che ha tentato fino all’ultimo di rianimare l’anziana donna. Fasi concitanti che però non hanno scongiurato la tragedia.
Sul posto, allertati dai familiari, sono giunti gli agenti del drappello ospedaliero che a loro volta hanno sollecitato l’intervento del la Sezione Volanti della Questura di Avellino. Gli uomini agli ordini del vicequestore Elio Iannuzzi hanno così provveduto ad informare il magistrato di turno sul caso.
Da qui il sequestro della cartella clinica della paziente, il diario clinico della degente, oltre al piano medico che gli era stato applicato. La salma è stata così posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la Procura di Avellino, che questa mattina procederà ad autorizzare l’autopsia.
Secondo i familiari, che hanno presento denuncia all’autorità competente, a causare il decesso ci sarebbe un errore umano: un’iniezione di una fiala di potassio fatta in endovena e non in sacca fisiologica. Ad eseguirla secondo i parenti, un’allieva tirocinante non accompagnata da personale medico. Da qui la decisione di presentare denuncia per chiedere che venga fatta giustizia.
E già questa mattina il sostituto procuratore Cecilia De Angelis potrebbe dare il via libera all’esame autoptico e procedere ad emettere i primi avvisi di garanzia per consentire agli eventuali indagati di nominare un proprio consulente di parte all’atto dell’autopsia.
La stessa azienda ospedaliera ha aperto un’indagine interna per capire cosa sia realmente accaduto mercoledì notte ma solo l’autopsia sarà in grado di stabilire se c’è un nesso di casualità tra l’iniezione e il decesso dell’anziana.

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