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Totem e sensori per la sosta spenti ad Atripalda, Musto attacca: «Abbiamo spento un sistema che tutti ci invidiavano»

Pubblicato in data: 16/3/2026 alle ore:18:43 • Categoria: Partito Democratico, Politica

Mentre ad Avellino si installano nuovi sensori per la gestione della sosta a pagamento, ad Atripalda quelli installati nell’aprile del 2022 risultano di fatto spenti. A denunciarlo è l’ex assessore alla viabilità Mirko Musto, che critica la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Spagnuolo di non utilizzare più il sistema tecnologico realizzato negli anni scorsi.

Musto, mentre ad Avellino si installano i sensori per la sosta, ad Atripalda quelli esistenti non funzionano più. Cosa è successo?

«Abbiamo realizzato nel 2022 un impianto che in Campania non esisteva. Non si trattava solo di sensori a terra ma di un sistema completo: pannelli informativi, mappatura digitale e controllo tramite tablet per gli ausiliari. Era una gestione moderna della sosta, pensata per migliorare il servizio e ridurre il traffico inutile in città».

Come funzionava concretamente questo sistema?

«I sensori installati negli stalli segnalavano i posti liberi e quelli occupati. Attraverso i totem e la piattaforma digitale gli automobilisti potevano sapere dove c’erano parcheggi disponibili. In questo modo si evitava di girare a vuoto nelle strade più congestionate e si riduceva anche l’inquinamento».

C’era anche una gestione digitale dei controlli?

«Sì. Gli ausiliari avevano un tablet con la mappa completa delle strisce blu. Il sistema segnalava automaticamente se una macchina aveva superato il tempo di sosta o non aveva pagato. Era tutto automatizzato e molto più efficiente».

Era previsto anche un coinvolgimento dei commercianti?

«Avevamo pensato anche a questo. Attraverso un’app i commercianti potevano, con una piccola convenzione, pagare qualche minuto di sosta ai clienti che stavano facendo acquisti. Era un modo per sostenere il commercio locale e rendere più accogliente la città».

Oggi però questo sistema non viene più utilizzato. Perché?

«Per una scelta politica dell’attuale amministrazione. I totem sono spenti, i sensori non vengono utilizzati e anche il parcheggio della villa comunale con sbarre e telecamere è di fatto libero. È stato smantellato un sistema tecnologico che funzionava».

Di che investimento stiamo parlando?

«L’intero progetto tra parcometri, sensori e infrastrutture tecnologiche è costato circa 800mila euro. Solo per i sensori parliamo di circa 150mila euro. Era un sistema moderno che molti comuni guardavano con interesse».

Secondo lei qual è stato il risultato di questa scelta?

«Si è tornati indietro di vent’anni. Noi avevamo progettato un sistema che poteva funzionare con cinque o sei operatori grazie alla tecnologia. Oggi invece si è preferito spegnere tutto e tornare a un modello tradizionale. È un’occasione persa per la città e per il commercio».

Una polemica destinata ad alimentare il confronto politico sulla gestione della sosta ad Atripalda, proprio mentre nel capoluogo irpino si punta su sistemi tecnologici analoghi a quelli che, secondo l’ex assessore, la città del Sabato aveva già sperimentato anni fa.

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