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domenica 24 settembre 2017
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Operazione “Slot”, le intercettazioni incastrerebbero i quattro finanzieri coinvolti. Nel mirino anche due appalti pubblici per le mense scolastiche di Mercogliano e Avellino

Pubblicato in data: 22/6/2011 alle ore:14:51 • Categoria: CronacaStampa Articolo

slot-machine-5Si aggravano le posizioni dei quattro finanzieri colpiti dalla misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Slot” che ha coinvolto 58 persone. Le intercettazioni, infatti, incastrerebbero i militari delle Fiamme Gialle, la situazione più critica sul piano accusatorio sembrerebbe quella del maresciallo. In base alle interpretazioni date dai Carabinieri i quattro avrebbero parlato frequentemente con Armando Della Pia, figura di primo piano dell’intero giro d’affari sporchi facente capo al clan Cava. I quattro avrebbero avuto un ruolo importante nel comunicare come e dove recarsi “a colpo sicuro” e sequestrare le macchinette videogioco della concorrenza.
Le indagini in corso passeranno a setaccio le centinaia di intercettazioni registrare dalle Forze dell’Ordine. Secondo il rapporto dei Carabinieri, infatti, sarebbe stato il maresciallo la persona più attiva nel coordinare “retate a comando” nonché una figura ben a conoscenza dei traffici illeciti di Della Pia e dagli altri affiliati al clan.
Si alleggerisce, invece, la posizione altri arrestati e dei cinque posti agli arresti domiciliari. Questi ultimi, infatti, risultano titolari o soci di esercizi commerciali in cui sono stati rinvenute le macchinette da gioco “truccate”. Su di loro pende un’accusa di truffa ai danni dello Stato. Le indagini sono volte ora a definire se e  quanti di loro fossero realmente a conoscenza dell’irrogolarità delle macchinette da gioco e quanti, al contrario, ne fossero compiacenti. Inoltre, occorrerà chiarire su che basi sussista l’accusa di truffa ai danni dello Stato poiché i truffati dovrebbero essere verosimilmente gli avventori che hanno perso denaro a causa delle slot truccate e che pare non abbiano mai sporto denuncia al riguardo.
E nelle indagini della Dda e dei Carabinieri finiscono anche due appalti per le mense pubbliche di Mercogliano e Avellino. Non ci sono prove che gli amministratori delle due città fossero a conoscenza che fosse Della Pia a controllare la ditta aggiudicataria dell’appalto. Risultano però evidenti nell’ordinanza del Gip diverse anomalie.
Il primo appalto relativo alla mensa della scuola materna ed elementare di Mercogliano, aggiudicato della società intestata a P. M. relativamente alla fornitura degli anni 2004-2005 e 2005-2006. Due intercettazioni confermerebbero infatti il controllo di Della Pia della società in questione.  Nella prima, si parla di alcune forniture relative all’impegno del settore mensa. La seconda, invece, in cui chiede, probabilmente al commercialista, la partita iva della società in questione. Anche in riferimento alle aste per l’aggiudicazione del servizio di refezione scolastica a Mercogliano sono state riscontrate secondo il Gip “evidenti anomalie”.
Più grave il quadro relativo alle mense scolastiche di Avellino per le scuole materne e medie statali della città per ben otto anni. Una gestione continua del servizio da parte della società con nome modificato, ma fino al 2008 con gli stessi soci, fittiziamente intestato a P.M. ma in realtà di proprietà di Della Pia. Un’intercettazione, tra l’imprenditore e una cuoca in servizio alla scuola materna di via Piave, per quanto riguarda l’appalto della mensa scolastica aggiudicato ad Avellino, dimostrerebbe la presenza di Della Pia dietro la gestione del servizio. La donna, infatti, si era lamentata della qualità del servizio, così, il ragazzo che si occupava della distribuzione del cibo, le aveva dato il numero di telefono proprio di Della Pia.
Elementi di rilievo secondo gli inquirenti anche le modalità di proroga nelle more di nuove gare d’appalto, del contratto con la società. L’amministrazione Galasso, infatti, anche in presenza di una data certa in cui il rapporto sarebbe dovuto cessare, ha omesso di indire per tempo, come al contrario avrebbe dovuto, un nuovo bando di gara per una nuova assegnazione del servizio di gestione. L’Amministrazione cittadina, prendendo atto del disservizio creato con l’interruzione della fornitura da parte della società, assegnava, fino al 20 giugno 2008, la gara all’unica ditta partecipante alla gara. A.M., amministratore della società, finito in manette insieme a P.M., aveva fatto da poco ingresso nella società. Secondo il pensiero della Dda e del Gip che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare, “tale circostanza dimostra ulteriormente l’esistenza di un unico filo rosso di collegamento, che unisce le ditte nonchè gli stessi P.M. e A.M. e il Comune di Avellino”.
In base ai racconti della collaboratrice di giustizia G.V., Della Pia era riuscito ad aggiudicarsi le mense scolastiche, grazie “all’intervento di Biagio Cava e alla conoscenza di alcuni impiegati comunali non meglio identificati”. Nessuna responsabilità è stata addebitata agli amministratori.

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