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Inchiesta buste paga gonfiate al Comune, la Commissione Disciplinare sospende il procedimento per due indagati e a giorni dovrà pronunciarsi per gli altri tre

Pubblicato in data: 27/4/2018 alle ore:08:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

La Commissione Disciplinare del Comune sospende il procedimento per due indagati aperto sull’inchiesta buste paga gonfiate a Palazzo di città e entro fine aprile dovrà pronunciarsi sulla posizione degli altri tre indagati che rischiano il licenziamento.
A seguito della decisione del Gup del Tribunale di Avellino, dottor Ciccone di rinviare a giudizio al prossimo 20 novembre, dinanzi alla dottoressa Matarazzo, il quinto indagato in servizio presso il Settore IV-Cimiteriale, accusato di aver agito in concorso con gli altri dipendenti comunali abilitati per inserire nel sistema informatico in uso al Comune voci stipendiali non dovute, e visto che un altro dipendente, già condannato in primo grado a due anni e 4 mesi di reclusione, ha presentato ricorso in Appello, la Commissione disciplinare di Palazzo di città presieduta dalla dottoressa Katia Bocchino, responsabile del VII Settore, ha deciso la sospensione dei due procedimenti disciplinari «in attesa della definizione del procedimento penale». Lo stesso dipendente, difeso dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo che ha presentato ricorso in Corte d’Appello, ha rassegnato le dimissioni dal Comune a fine giugno scorso per mettere uno stop alle illazioni e ai veleni della campagna elettorale.
Soddisfatti i legali del quinto imputato, gli avvocati Gerardo De Vinco e Sabino Rotondi: «La commissione disciplinare del comune ci ha notificato il provvedimento di sospensione del procedimento disciplinare del nostro assistito rilevando che allo stato degli atti non dispone di elementi sufficienti per motivare un provvedimento conclusivo del procedimento e non si è avvalsa neppure della sospensione facoltativa dal servizio. Siamo soddisfatti perché la nostra linea difensiva è stata efficace. Abbiamo dimostrato che l impiegato è estraneo totalmente ai fatti contestati. Abbiamo prodotto le buste paghe originali in possesso del nostro assistito, regolari e senza voci aggiuntive e i bonifici effettuati alla finanziaria riguardanti il quinto dello stipendio erano giusti e non gonfiati. Il 20 novembre quindi di chiuderà sia la vicenda penale che quella amministrativa del nostro assistito perché davanti alla dottoressa Matarazzo sarà dichiarato estinto il reato.
Il comune non ha nessun elemento di prova a carico del nostro assistito che è innocente nel merito al di là della prescrizione maturata».
La Commissione dovrà nei prossimi giorni pronunciarsi sugli altri tre indagati essendo già stata espletata la fase di audizione. Le contestazioni riguardano anomalie nelle buste paga da dicembre 2009 a gennaio 2015. I tre, difesi dall’avvocato Luca Penna e dall’avvocato Giovanni Iacobelli,  dovranno presentarsi il prossimo 25 maggio in udienza dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Avellino, dottor Giulio Argenio. Saranno ascoltati i testi della accusa e la difesa e solo dopo l’esito si giungerà a sentenza. Il Comune, costituitosi parte civile nel processo, è rappresentato dall’avvocato Carmine Freda.

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