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Fece ubriacare e violentò la vicina a contrada Alvanite: condannato per direttissima a quattro anni e quattro mesi di reclusione

Pubblicato in data: 27/10/2011 alle ore:09:48 • Categoria: CronacaStampa Articolo

aula-di-giustizia1Quattro anni e quattro mesi di reclusione per l’uomo che aveva prima fatto ubriacare e poi violentato una vicina di casa a contrada Alvanite ad Atripalda.
La condanna è arrivata ieri con il rito immediato per direttissima presso il Tribunale di Avellino, in sede collegale presieduto dal dottor Calise. L’uomo, un 58enne dovrà pagare alla vittima anche 20mila euro come risarcimento danni.
Una vicenda che ha destato grande clamore. Il grave fatto di cronaca si è registrato lo scorso 13 ottobre. Vittima dello stupro una 53enne. La donna, difesa dai legali Alberto De Simone e Sergio Acone, nel processo si è costituita parte civile. Il Pm del Tribunale di Avellino, dottor Taddeo, aveva chiesto una pena detentiva di otto anni. A difendere l’uomo il legale Andrea De Vinco che aveva chiesto l’assoluzione e che ora preannuncia ricorso in Appello. «Attendiamo il deposito della sentenza – commenta il legale dell’uomo, avvocato Andrea De Vincoper poter presentare ricorso in appello, ritenendo che vi siano gli elementi per poter ottenere la modifica della stessa. Una sentenza sproporzionata rispetto allo svolgimento dei fatti, perciò confidiamo che sia modificata in sede di Appello. Come difesa inoltre contro il provvedimento di convalida dell’arresto da parte del Gip, abbiamo presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli che verrà discusso il prossimo 2 novembre. In via principale richiediamo la revoca dell’arresto o in subordinata una misura cautelare meno afflittiva».
A risolvere il giallo di Alvanite sono stati i Carabinieri della stazione di Atripalda, coordinati dal comandante Costantino Cucciniello. Ad inchiodare l’uomo non solo le indagini dei militari ma anche i referti dei medici che hanno confermano l’avvenuta violenza carnale ai danni della vicina. L’uomo s’era recato a casa della donna per parlare e insieme avevano bevuto del vino, sedendosi poi sul divano. Approfittando di essere soli in casa, l’uomo aveva iniziato a farle delle esplicite avances, che la donna aveva fermamente rifiutato ma, all’improvviso, l’aveva afferrata con forza, scaraventandola distesa sul divano. Da quel momento in poi, la donna ha raccontato di non ricordare più nulla, perché aveva perso conoscenza, risvegliandosi solo in ospedale.
Alla base dell’insano gesto pare un sentimento non ricambiato. Secondo una prima ricostruzione l’uomo già in altre occasioni avrebbe tentato un approccio con la donna, venendo però sempre rifiutato. Poi la violenza.
A dare l’allarme era stato il figlio della donna, che rincasato dopo il lavoro, aveva trovato la madre sul divano nuda e in stato d’incoscienza e con chiari segni di colluttazione e violenza sessuale.
Alla fine delle indagini l’uomo era stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Aggravata dal fatto che, per ottenere il suo scopo, aveva intenzionalmente utilizzato delle sostanze alcoliche per far ubriacare la vittima, nonché dalla violenza fisica per bloccarla e costringerla all’atto sessuale. Caduta invece nel dibattimento l’accusa di omissione di soccorso.
Il 58enne ora si trova preso la Casa Circondariale “Bellizzi” di Avellino.

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