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Abellinum Pride, marcia arcobaleno di festa e denuncia: sfilano in duemila. Il sindaco di Atripalda: «un passo in avanti per abbattere i muri della solitudine e dell’indifferenza». FOTOSERVIZIO

Pubblicato in data: 16/6/2019 alle ore:11:56 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Sfilano i colori dell’arcobaleno, suoni e rivendicazioni di diritti molto spesso negati tra l’indifferenza e l’esclusione, all’Abellinum Pride di ieri ad Atripalda. La parata, organizzata dall’associazione “Apple Pie: l’amore merita LGBT+” che ieri pomeriggio ha sfilato per le strade del centro, ha bissato il successo dello scorso anno, con circa duemila partecipanti provenienti da tutta la regione. Una a marcia dei diritti che nella sua seconda edizione irpina ha preso il nome dall’antica città romana di Abellinum che sorgeva nei pressi dell’attuale Atripalda.
Un festa contraddistinta da nove soste durante la parata dove si sono susseguiti gli interventi di personalità vicine alla comunità LGBT+, come quella dell’associazione dei genitori di omosessuali. Momenti e occasione per riflettere sui diversi aspetti della società dalla violenza di genere alla prevenzione e salute. Prima del lungo corteo, il raduno e la partenza da Piazza Umberto I. Madrine dell’evento le neospose Eva Grimaldi e Imma Battaglia che durante il percorso hanno incontrato anche una giovane coppia di sposi. Sulle note di “People Have The Power”, per sottolineare come ogni persona ha il potere di cambiare le cose e per ricordare chi, con forza e coraggio, ha portato avanti delle battaglie personali e collettive, si è ballati per ore.
A dare il benvenuto e a ringraziare i manifestanti è stato dal palco di piazza Umberto direttamente il sindaco di Atripalda Giuseppe Spagnuolo: «l’associazione Apple Pie ci dà una mano nel percorso che stiamo cercando di portar avanti qui ad Atripalda da quando siamo stati eletti. Da subito abbiamo avuto l’idea di istituire la delega all’integrazione, in quanto noi pensiamo  che un’Amministrazione e le istituzioni debbano dare un contributo soprattutto nel tentare di migliorare ed aprire la comunità ad una forma mentis diversa, verso i valori dell’integrazione e dell’inclusione».
Il primo cittadino evidenzia l’obiettivo: «al di là dei valori che portano in tutto il mondo e il tentativo di gridare manifestare quelli che sono le loro difficoltà e di voler essere ritenuti uguali a tutti gli altri. L’esigenza vera è di superare l’omologazione della maggioranza. Capita al movimento Lgbt ma anche ad altre piccole comunità. Noi vogliamo sforzarci di far ritenere tutti uguali rispetto alle condizioni di vita. Atripalda è pronta ad ascoltare le testimonianze in modo da poter riflettere, un contributo positivo che la giornata di oggi lascia alla città. Faremo così un passo in avanti per abbattere i muri della solitudine e dell’indifferenza». Vestiti colorati, palloncini, bandiere e armati di buon senso e libertà, il popolo dell’arcobaleno si è fatto sentire e abbracciare dall’intera comunità. «Siamo molto felici di ospitare questa edizione del Pride – spiega dal palco l’assessore atripaldese delegata all’integrazione e alle politiche sociali Nancy Palladino -. E’ un momento per la nostra comunità che è stata sempre all’altezza di queste sfide. Atripalda, in gergo, si dice che è amante dei forestieri, nel senso che è essendo un comune molto commerciale e in passato un punto di passaggio del commercio, è una comunità aperta e solidale che anche in quest’occasione ha dimostrato tutta la sua grandezza. Oggi sono ancora più orgogliosa di essere atripaldese».

Soddisfatti gli organizzatori. «Atripalda , rispetto ad Avellino che era commissariata, si è dimostrata il comune più inclusivo ed accogliente dell’Irpinia – spiega Mara Festa presidente dell’associazione Apple Pie -. Il nostro slogan è che ogni persona ha il poter di cambiare la vita e quindi il contesto e il mondo che ci circonda. In questa fase storica in cui non vengono rispettati i diritti ogni persona ha il diritto, il dovere il potere di affermare i diritti che sono uguali per tutti». Stesse messaggio anche dal vicepresidente Antonio De Padova: «una marcia per i diritti perché ogni persona più cambiare il mondo che ci circonda».
Dopo la parata, la serata è proseguita con il concerto in  piazza dei “Malamente”.  Lungo il percorso sono comparse gintografie del Papa, sfila una mostra itinerante con i volti di Nelson Mandela, Don Peppe Diana, Mahatma Gandhi, Franca Viola e tanti altri, striscioni che chiedono “Verità per Giulio Regeni”, sfila la Cgil con il segretario provinciale Fiordalisi e lo striscione “in direzione ostinata e contraria”. Sulle note della musica balla Luca Calò indossando dei Ospite e padrino della serata Luca Calò tacchi a spillo. A sfilare ci sono anche gli alunni del liceo atripaldese e quello Aeclanum di Mirabella. C’è Massimo Saveriano da Mercogliano che porta a spalla l’effige della Madonna di Montevergine con i colori dell’arcobaleno e la scritta «Salvici tu, una provocazione  visto che c’è un ministro che bacia Madonne, crocifissi e non ha mai letto il vangelo mentre noi siamo per l’accoglienza, la tolleranza, per il diritto di espressione. E dopo Roma Pride sono qui ad Atripalda».
Da Napoli è giunta Daniela Lourdes Falanga, presidente di Arcigay Napoli: «una marcia straordinaria nella quale rivendichiamo cinquant’anni di resistenza da Stonewall quando la comunità Lgbt finalmente entrò in piazza e divenne soggetto politico. Straordinaria valenza in questa era, in questo momento in cui i cittadini cominciano ad essere diversi, dove la politica impone delle negazioni. Per cui l’importanza dei Gay Pride sulla comunità che fa capire ai giovani di poter essere liberi. Oggi Stonewall vale più di prima, perché nella storia riconosciamo la resistenza e la rifacciamo e riproponiamo».
In mattinata, un gruppo di preghiera giunto da Pompei, ha invece contestato paficicamente l’evento che si sarebbe svolto da lì a poche ore, tenendo un momento di preghiera a favore della citttà.

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