domenica 23 gennaio 2022
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Anfiteatro via Appia, le proposte del comitato Abellinum al sindaco: «Nuova indagine, apposizione del vincolo sull’area e delocalizzazione del distributore». Foto

Pubblicato in data: 23/11/2021 alle ore:14:47 • Categoria: Attualità

«Nuova indagine, apposizione del vincolo sull’area e delocalizzazione». Sono le domande che il comitato “Abellinum” ha rivolto ieri pomeriggio al sindaco Giuseppe Spagnuolo che ha illustrato ai rappresentanti delle varie associazioni l’accordo raggiunto dalla Soprintendenza con il privato sull’intervento di riammodernamento di un distributore di benzina in via Appia durante il quale sono emerse delle mura di un anfiteatro romano. Un incontro richiesto da varie associazioni cittadine tra cui la Pro Loco con il presidente Lello Labate, il Gruppo Archeologico Irpino con il presidente Gerardo Troncone, portavoce del comitato, l’associazione Velecha con la dottoressa Fariello, ex funzionario della Soprintendenza, l’archeologa Pierina De Simone e altri. Proprio l’ex funzionaria Fariello, in avvio della riunione, durata un’ora e mezza, ha richiesto la delocalizzazione della pompa «ci sta a cuore il patrimonio archeologico della città e in particolare l’anfiteatro. Si potrebbe dare il fuori sito, visto che c’è in cantiere anche l’Archeo Percorso in cui gli espropri sono già previsti. Sarebbe l’occasione buona per recuperare il monumento alla cittadinanza, facendo un percorso con una deviazione di via Appia».
Il sindaco ripercorre la questione: «non appena sono affiorati a marzo scorso i reperti, sono stati sospesi i lavori e in questa fase c’è stata l’azione di tutela e di sorveglianza della Soprintendenza. Alla base dell’accordo sono state fatte una serie di valutazioni. Sostanzialmente l’area interessata è una parte dell’anfiteatro che si estende anche nella proprietà Di Benedetto, sotto la Variante e sotto gli edifici adiacenti. E’ talmente complesso e compromesso dall’antropizzazione dell’area che la Soprintendenza ha ritenuto di non consentire la possibilità di rimettere in luce l’anfiteatro nella sua interezza, autorizzando la società nel continuare la ristrutturazione del distributore senza intaccare ulteriormente i reperti e di ampliare l’indagine sulle parti laterali. Questo è l’accordo sottoscritto da Soprintendenza con la società. Nelle more è stata verificata anche la possibilità di un fuori-sito ma per realizzare uno nuovo distributore non ci sono altrove spazi pubblici sul territorio comunale o su proprietà privata. Già anni fa fu effettuata un’indagine per un’altra pompa di benzina ubicata in piazza Umberto che stava su un suolo comunale in scadenza, che è stata poi chiusa. Inoltre l’Archeo-Percorso è uno dei progetti presentati ma non finanziato».
Il Comitato nei prossimi giorni chiederà al Comune gli atti ufficiali. «Il nostro è uno spirito collaborativo – ha ribadito l’ingegnere Gerardo Troncone –. Chiediamo che si faccia un’indagine o che venga approfondita. Ci sono dei punti da chiarire. La Soprintendenza non si era accorta dell’esistenza dell’anfiteatro fin quando non ho inviato una pec. Non vogliamo fare la parte dei cattivi ma sono stai commessi degli errori». Richiesta ribadita anche dall’archeologa Pierina De Simone: «Non è stata fatta un’indagine esaustiva su tutto il lotto».
Spagnuolo ha poi chiarito: «Prima di avviare il cantiere c’è stata una Scia che è stata sospesa fino a quando non è arrivato il parere della Soprintendenza che consentiva i lavori di ristrutturazione sotto sorveglianza. Se vedete le tavole il vincolo sulla pompa di benzina non c’è ma gira intorno all’area del distributore. Noi in Comune attendiamo la presentazione della variante al progetto a seguito dell’accordo. L’impresa sta attendendo la nuova autorizzazione sismica da parte del Genio Civile. Ufficialmente a noi risulta l’accordo ma non l’indagine di cui si è avvalsa la Soprintendenza incaricando l’Università di Salerno. Sostanzialmente alcune strutture sono di fatto compromesse. Le cisterne realizzate nel 1970 dall’Eni poggiano sulle mura dell’anfiteatro». Il presidente della Pro loco mostra scetticismo sull’accordo raggiunto «A noi fa rabbia che non ci sia il vincolo e l’invito è a vincolare quella zona» e la Fariello «nel momento in cui sono emerse le emergenze la Soprintendenza avrebbe dovuto mettere il vincolo».

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