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Evasione canoni alloggi e locazione beni pubblici: il Comune di Atripalda passa al recupero coattivo

Pubblicato in data: 4/1/2022 alle ore:13:22 • Categoria: Attualità

Riparte la caccia agli assegnatori morosi dei beni comunali di Atripalda. L’Ufficio Patrimonio e Manutenzione di Palazzo di città ha emesso il ruolo per la riscossione dei canoni di locazione non corrisposti dagli assegnatari delle 358 unità immobiliari dell’Ente di Piazza Municipio. Il debito degli affittuari per l’anno 2017, ha determinato un mancato introito per le casse del comune per l’importo complessivo di 116.558,79 euro. Un dato in lieve diminuzione di circa 2mila euro rispetto ai 118.770,70 euro di ruolo emessi per l’anno 2016.
Da qui la scelta di procedere anche per il 2017 al recupero coattivo degli importi dovuti e non versati dagli assegnatari. L’elenco degli importi non incassati, redatto dal responsabile del VIII Settore Manutenzione, geometra Alfredo Berardino, è così suddiviso per l’importo di 116.558,79 euro di cui 104.268,01 euro quale debito e 12.320,78 euro dovuti per interessi e rivalutazione monetaria.
Si parte delle abitazioni comunali a contrada Alvanite per canoni di 70,285,04 euro; alloggi in via San Giacomo canoni (ex sfrattati) pari a 1.349,89 euro; proventi derivanti dai box del mercatino rionale di contrada Santissimo per altri 5.590,27 euro; locali artigianali in piazza Garibaldi per canoni locazione di 2.120,44 euro; locali commerciali in via San Lorenzo con canoni di locazione per 19.531,80 euro; canoni di locazione per il bar ubicato nel Parco delle Acacie per 7.468,20 euro; canoni locazione del Centro Aprea altri 6.694.72 euro; alloggi popolari in via Fiumitello canoni locazione per 1.231,13 euro e infine gli introiti da gestione in concessione per gli impianti sportivi (Valleverde, contrada Santissimo e contrada Alvanite) 2317,80 per euro. Gli importi dovuti saranno inviati alla società di riscossione individuata dalla Giunta Comunale.
Morosità estesa a tutti gli immobili di proprietà comunale che fotografa una situazione pre-pandemica. Una pratica che si è ripetuta di anno in anno e che certamente sarà riscontrata anche a dopo il 2017 fino ad oggi. Purtroppo la percentuale che il Comune riesce poi a riscuotere con il coattivo è piuttosto bassa e che a lungo andare potrebbe compromettere la tenuta dei conti di bilancio.
Approvati anche per le annualità dal 2017 al 2019 degli elenchi suppletivi per la Tari, per il tributo sui rifiuti a seguito di iscrizioni successive all’approvazione dell’elenco annuale dei contribuenti e a seguito di avvisi di accertamento divenuti esecutivi e così ripartiti: per l’anno 2017 pari a 41.193,00 euro; 26.444,00 euro per l’anno 2018 ed infine 57.939,00 euro di competenza 2021.

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