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San Sabino 2022, don Fabio e l’immagine del Santo apparsa nel falò: “un segno di speranza”

Pubblicato in data: 11/2/2022 alle ore:17:53 • Categoria: Attualità

«Ieri sera nel Falò appare un’immagine. Non è un fotomontaggio, non penso sia fanatismo. Una dioincidenza!». Il falò in onore del Santo Patrono Sabino accende in città non solo le polemiche politiche ma anche la fede. A scrivere questa frase sulla propria pagina di Facebook, con tanto di foto allegata, è il parroco della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire, Don Fabio Mauriello.
In una delle foto scattate in piazza mentre il fuoco arde il falò accesso dal vescovo e dal sindaco, sembra apparire una lingua di fuoco che assume le sembianze del Santo. Non si grida certo al miracolo in città ma quella immagine che si intravede viene considerata “un segno di speranza” dai due pastori della comunità cristiana atripaldese, Don Fabio Mauriello e don Ranieri Picone, e finisce al centro della messa del 9 febbraio, giorno dei festeggiamenti tenutasi nella chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire.
«Qualcuno di noi stava scattando la foto. E’ una foto fatta al fuoco. Io non sono un visionario ma un sognatore – parla ai fedeli dall’altare don Fabio Mauriello senza nascondere l’emozione, prima della benedizione finale e della distribuzione della Santa Manna -. E quindi come sognatore ci tengo a quello che ci ha detto don Ranieri che ha espresso in maniera molto bella attraverso l’omelia che si tratta di un segno di speranza. Chi l’ha visto vuol dire forse che Sam Sabino era con lui in quel momento, o per scacciare il diavolo o per farlo riapparire sotto forma di fiamme che bruciano. L’importante è che sia segno di speranza. Non è il diavolo sicuramente perché il diavolo vede solo chi non vuole vedere. Però non c’è l’obiettività e non c’è possibilità di fugarlo. Ognuno vede quello che vuole in quella foto. Io ho visto quel segno». A seguire un lunghissimo applauso dei tantissimi fedeli presenti in chiesa. Non c’è il vescovo né l’amministrazione comunale presenti invece alla celebrazione eucaristica della vigilia della festa. Ma don Fabio è riuscito a toccare le corde più profonde del cuore dei fedeli «Un segno di speranza semplicemente per chi ama sognare – ha concluso il pastore . E sò che Dio comunica anche attraverso queste dioincidenze. Le chiamo così quelle che sembrano coincidenze quando ce li manda Dio possono essere dioincidenze». Poi la benedizione finale e il grido “Viva San Sabino”.

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