sabato 25 giugno 2022
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Memorial Simone Casillo, il sindaco Paolo Spagnuolo: «sostegno dall’Amministrazione alla famiglia ad una battaglia giudiziaria di civiltà». Foto

Pubblicato in data: 18/6/2022 alle ore:07:38 • Categoria: Attualità

Prima uscita pubblica della fascia tricolore presso il Centro Polivalente “Simone Casillo” per l’inaugurazione della 13° edizione del Memorial intitolato proprio alla memoria del militare atripaldese morto nel giugno del 2006 a soli 23 anni per un linfoma. Il torneo di calcio a 5 è stato preceduto da un importante convegno sull’Uranio impoverito e le vittime. E il sindaco, accompagnato da tutta la neo Amministrazione, ha annunciato il proprio sostegno «ad una battaglia di civiltà accanto alla famiglia Casillo». Paolo Spagnuolo era il sindaco quando fu intitolata la struttura sportiva comunale al giovane militare morto «una battaglia che dura ventuno anni contro i mulini a vento per chiedere una legge. Ciò mi ricorda la battaglia qui vicino a noi degli operai dell’Isochimica che stanno conducendo dove sono morti tanti operai per l’amianto. Anche qui tante promesse mai arrivate a nulla. Questa è una battaglia di civiltà per una risposta di giustizia che si vuole dare ad un congiunto venuto meno nell’esercizio delle funzioni di servizio allo Stato. A nome dell’amministrazione qui presente dico alla famiglia che il Comune sarà vicino nella battaglia giudiziaria, dando il suo supporto di ogni tipo» ha concluso il primo cittadino.
La sorella di Simone, Mafalda nel suo intervento ha rilanciato la battaglia che sta portando avanti da anni «nonostante lo Stato non riconosca la morte di mio fratello, andrà avanti fino alla fine per cercare quella giustizia che finora c’è stata negata». Lo spirto che anima il memorial è «di ricordare Simone e quello che era, un ragazzo di 23 anni amante della vita e di Atripalda, e per far conoscere alle persone che cosa è l’uranio impoverito, chi sono le vittime dell’uranio impoverito e soprattutto dare a Simone e a 485 ragazzi che non ci sono più e altri ottomila giovani che lottano tutti i giorni contro due mostri, le malattie tumorali e la burocrazia che non gli dà giustizia – prosegue la sorella -. E’ un modo come un altro per far sentire la nostra voce perché la maggior parte non sa che cosa sia l’uranio impoverito e cosa porti. Siamo ancora più fermi. L’esame istologico di Simone ha evidenziato la presenza di materiali pesanti come uranio e toro e acciaio. La famiglia è grata per la presenza oggi della forze dell’ordine, esercito, carabinieri e polizia municipale».
Al fianco della famiglia Casillo e a sostegno di questa causa, c’è il dottore Domenico Leggiero, ex pilata dell’esercito, già parlamentare e oggi responsabile nazionale dell’Osservatorio Militare: «Tredici anni sono tanti. Sono venti anni che proviamo ad avere giustizia. Simone è uno dei 485 soldati morti e uno degli ottomila e duecento malati che abbiamo adesso. Dall’accertamento sulle nano particelle all’interno ora ci siamo spostati su una nuova tecnica per la ricerca che viene effettuata all’Università di Torino. Titolare dell’indagine è la dottoressa Celli che con me ha partecipato alle quattro Commissioni parlamentari. Un tentativo di risolvere la questione che ha portato a galla la verità, ha elaborato un disegno di legge che ha avuto l’85% dei pareri favorevoli parlamentari, ma poi l’unico ad essere accantonato in un cassetto. Ora si farà un esame su un campione per evidenziare uranio e derivati dell’uranio. Abbiamo trovato anche l’uranio all’interno del corpo di Simone, cosa che non riuscivamo a fare con la prima tecnica della nano diagnostica. E nonostante ciò non è bastato per provare che la morte di Simone sia legato all’uranio impoverito. In Italia quando il colpevole è qualcuno troppo forte, non bastano le prove. Quando invece il colpevole è un debole, bastano anche solo indizi».
All’inaugurazione del memorial presente anche l’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo che ha avuto un colloquio con il neo sindaco «è stata l’occasione per parlarci e fargli gli auguri di buon lavoro» dopo le “incomprensioni telefoniche”.

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