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Il premio Oscar Marisa Tomei da Hollywood ad Atripalda alla ricerca delle proprie origini. Foto

Pubblicato in data: 12/9/2022 alle ore:09:51 • Categoria: Attualità

La grande star di Hollywood Marisa Tomei fa tappa ad Atripalda alla ricerca delle proprie origini. La vincitrice del premio Oscar come “Miglior attrice non protagonista” per il film “Mio cugino Vincenzo” (1993), ma anche zia di Spider Man nella trilogia di successo dell’Uomo Ragno e nei film “Cronisti d’assalto”, “Only you – Amore a prima vista” e “What Women Want”,  è giunta sabato mattina direttamente da Venezia, dove ha preso parte alla Mostra del Cinema, per approfondire una ricerca sulla sua genealogia scoprendo qui i bisnonni Sabino Preziosi e Filomena Biondo. Solare e sorridente, l’attrice italo-americana ha subito saltato il cerimoniale prendendo il sindaco sotto il braccio e abbracciandosi a lui più di una volta quando si è emozionata, non riuscendo a trattenere le lacrime che ha provato a nascondere dietro un sorriso esplosivo e contagioso. Ad accoglierla davanti Palazzo di città il sindaco Paolo Spagnuolo in fascia tricolore, il parroco della chiesa madre Don Fabio Mauriello, l’Amministrazione, i dipendenti dell’ufficio anagrafe e tanti piccoli e grandi fans alla ricerca della foto ricordo, di un selfie con autografo.
Da vera diva, indossando un abito nero, tra lungi capelli biondi e occhiali scuri quasi a volersi proteggere dai flash e telecamere ma anche per nascondere l’emozione di questo tuffo nel passato della sua famiglia, intorno alle 11.30 è scesa da un monovolume scuro accompagnata dalla produzione, dal regista e una troupe televisiva.
Non si sottrae alle domande «qui ho un pezzo delle mie origini» «a lot» “un sacco” dichiarando subito amore alla città e promettendo «sarò l’ambasciatrice di Atripalda in America». Non solo i bisnonni ma anche i trisavoli della star erano originari di Atripalda, poi da mercanti si erano trasferiti a Brooklyn. Ha raccontato di aver conosciuto la bisnonna, morta quando aveva appena tre anni. Una bisnonna con un certo caratterino che ha ammesso di avere anche lei. L’attrice è la prima della sua famiglia a tornare in Italia per indagare meglio le sue origini, un motivo di vanto per lei. Si è informata, con l’interprete Fabiana Rescigno, sul terremoto dell’80 ed è rimasta colpita che ad Atripalda non ci furono vittime. Ha ascoltato le notizie sullo Specus e ha chiesto sul piatto tipico atripaldese «strano che sia il baccalà, un pesce anche se non è città di mare» ha esclamato. Ha promesso di ritornare a visitare il parco archeologico di Abellinum «un pretesto per ritornare qui il prossimo anno». Il sindaco ha rinnovato l’invito immaginando già di poterle concedere la cittadinanza onoraria: «Le origini sono sicuramente atripaldesi. Una visita inaspettata» senza nascondere di aver pensato che fosse uno scherzo «Qualche giorno fa ho ricevuto la telefonata da parte di un produttore cinematografico e con molta sincerità ho pensato che fosse uno scherzo. Mi sono cautelato facendomi inviare una mail sulla quale erano indicati i nomi dei bisnonni, nomi indubbiamente atripaldesi. Dopo ho incontrato il produttore cinematografico che ha visitato anche la nostra città rimandando positivamente colpito. Con l’Anagrafe abbiamo ritrovato sia il certificato di matrimonio e di nascita dei bisnonni. In più don Fabio ha trovato il certificato di battesimo della bisnonna». Certificati consegnati tra la contentezza e le lacrime della star americana. Per lei anche un omaggio floreale che la nota attrice ha voluto deporre sulla tomba di San Sabino. «Per noi è una grande occasione di rilancio dell’immagine della nostra città. Mi piacerebbe pensare che l’estro di questa attrice che l’ha portata ad essere Premio Oscar sia contenuto nel suo Dna, proprio in virtù delle sue origini atripaldesi» chiosa Spagnuolo.
Poi la vista allo Specus Martyrum. Qui è stato registrata dalla troupe, con l’ausilio anche di un drone, una puntata del documentario americano “Dream of Italy”, trasmesso sulla PBS. «Con Don Fabio abbiamo immaginato che lo Specus riassuma la cristianità atripaldese ma anche la migliore storia di Atripalda e quindi al cospetto delle reliquie di San Sabino, nostro Patrono, e il bisnonno dell’attrice si chiamava non a caso Sabino, sia andati lì. Un documentario che promuove un’immagine di un’Atripalda che ci piace, che ha una storia invidiabile ad altri comuni che va rilanciata e promossa in modo giusto. Mi fa piacere che questa visita giunga nella settimana della festività più importante per questa città, quella dei festeggiamenti di San Sabino. Una coincidenza incredibile che fa indubbiamente piacere».

Don Fabio invece racconta di essere stato contattato una quindicina di giorni fa «di ricercare una sua antenata, la bisnonna Filomena Biondo. L’ho trovata, è stata battezzata nel giorno della sua nascita da un canonico della chiesa di Sant’Ippolisto e le facciamo dono di questo atto di battesimo che risale al 1845 ritrovato nell’archivio storico. Uno dei primi registri che abbiamo della nostra parrocchia, tenuto bene perché è stato restaurato. Le facciamo dono di un estratto con la trascrizione dell’atto. L’idea bellissima avuta dal sindaco di far visitare lo Specus hanno incuriosito il produttore che vedendo le ossa di San Sabino ha deciso di realizzare un documentario». Una visita a pochi giorni dai festeggiamenti del Santo Patrono, che rappresenta l’ultima festa per don Fabio che passerà a guidare la chiesa di Monteforte «le emozioni sono tante e tanti sentimenti che si intrecciano nel mio cuore. E anche questa visita hollywoodiana avviene in questo tempo, a ridosso della festa di San Sabino, una felice Dioincidenza».

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