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Passaggio di testimone nella guida della chiesa madre da Don Fabio Mauriello a don Luca Monti: il saluto del parroco e il ringraziamento del sindaco

Pubblicato in data: 23/9/2022 alle ore:17:24 • Categoria: Attualità

Passaggio di consegne ad Atripalda nella guida della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire. A sancirlo e benedirlo è stato nel giorno dei festeggiamenti del Santo Patrono Sabino il vescovo Arturo Aiello che alcune settimane fa ha deciso un giro di sedi per alcuni sacerdoti della diocesi di Avellino. E durante l’omelia l’alto prelato si è rivolto proprio ai due parroci, a don Fabio che lascia la chiesa madre per andare a guidare la chiesa di Monteforte Irpino e a don Luca Monti che arriva dalla parrocchia di Santa Lucia di Serino e che si insedierà ufficialmente il prossimo 8 ottobre, alle ore 19, per iniziare le attività pastorali del suo ministero parrocchiale.
Una scelta che aveva colto di sorpresa i fedeli atripaldesi. Ed Aiello da buon pastore l’ha voluta spiegare così ai tantissimi fedeli presenti in chiesa: «Non deve passare inosservato che celebriamo la stessa eucarestia. Chi vi ha guidato finora per esigenze pastorali passa ad un’altra comunità e chi giunge vi chiederà parlami di San Sabino. Ogni comunità ha i suoi santi e ogni fede parrocchiale ha le sue colorazioni e qui ci sono tante colorazioni di sangue, mi riferisco ai martiri dello Specus su cui questa Basilica è costruita. Sul loro sangue e sul loro martirio». Ad ascoltare le sue parole seduti sull’altare ci sono proprio don Fabio, don Luca e anche don Ranieri Picone, parroco della chiesa del Carmine, insignito dal vescovo del nuovo incarico di vicario di zona. Il vescovo invita i tantissimi fedeli presenti a guardare insieme ai due preti «a don Fabio per dire “coraggio San Sabino t’accompagna” nella nuova missione non facile che vai ad affrontare e dall’altro uno sguardo a don Luca per dire “siamo qui condivideremo insieme la strada che San Sabino benedice e proteggerà”. San Sabino avvia don Fabio verso una comunità ancora più grande e accoglie don Luca. Sotto lo stesso sguardo ci passiamo il testimone e ci diciamo Buon Viaggio e abbiate premura del gregge chi vi sarà affidato. Spero che amiate questa chiesa dinamica e attenta ai cambiamenti. Questo è segno di vitalità. La chiesa quando è statica rischia di invecchiare».
E ieri sera don Fabio ha salutato per l’ultima volta i fedeli nella chiesa madre ringraziando il vescovo: «Sei qui per vivere quella comunione che spinge noi sacerdoti a dirti sì e spinge voi fedeli ad accettare simboli e spinge la chiesa ad essere sempre feconda e fertile perché i cambiamenti sono segno di fertilità della chiesa. Forse oggi non riusciamo a comprendere tutto ciò, ma alle motivazioni profonde del vescovo che lo spingano a chiedere ai sacerdoti degli spostamenti siamo qui per dirti di sì e rinnovare il nostro sì». Ha chiesto scusa anche per quello che non è riuscito a fare.
Il sindaco ha omaggiato di una targa e una natività don Fabio: «oggi venendo qui prevalevano due sentimenti, uno di incertezza e uno di tristezza. Di incertezza per il ruolo da sindaco perché come don Fabio ben sa, perché il ruolo l’ha interpretato benissimo, noi siamo delle agenzie nell’ambito della comunità, che ci ha come punti di riferimento. Siamo delle figure complementari, chi cura l’anima, chi la sicurezza, chi la formazione e il sindaco fa da un po’ da sintesi. La tristezza perché ho la consapevolezza di trovarmi accanto una grandissima spalla. Per il futuro c’è un punto interrogativo che sicuramente verrà meno. Come cittadino e cristiano c’è una grande tristezza, ci siamo affezionati a don Fabio che è stato un ottimo ministro di Dio e ringrazio. Ha saputo portate la giusta vivacità nella parrocchia. Ha avuto la grande capacità di ascoltare e rendere partecipi tutti. E di aiutare tante famiglie in silenzio. Ho apprezzato questo modo suo di fare generoso e silente».
Nella chiesa madre anche il sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano che ha abbracciato don Fabio in segno di accoglienza nella propria comunità

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