domenica 03 marzo 2024
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Prima sessione della Ricognizione canonica del corpo di Sant’Ippolisto martire e dei fanciulli Crescenzo e Ireneo. Foto

Pubblicato in data: 16/4/2023 alle ore:22:03 • Categoria: Attualità
Prima sessione della Ricognizione canonica del corpo di Sant’Ippolisto martire e dei fanciulli Crescenzo e Ireneo. Continueranno anche nei giorni di Lunedì e Martedì le analisi dei resti dei Santi Martiri di Abellinum conservati nello Specus Martyrum della chiesa di Sant’Ippolisto in Atripalda.
La squadra di esperti è composta dai Medici Legali Carmen Sementa, Francesco La Sala e Alessandro Santurro, dal dentista Sergio Brogna e dall’antropologa e odontologa forense Chantal Milani affiancata dalla bioarcheologa Francesca Motta esperta in archeologia cristiana.
“Nonostante il tempo ristretto e i resti frammentati –  rivela la dottoressa Milani che, oltre ai numerosissimi casi giudiziari ha già lavorato su diversi Santi fra cui San Giovanni Vincenzo, San Mercuriale e su personaggi storici fra cui Dante e Raffaello – il lavoro di questi giorni si concentrerà su San Ippolisto e sui quattro martiri bambini fra cui Crescenzo, Ireneo. Un’analisi preliminare ha già confermato che le ossa del cranio di adulto attribuite al Santo presentano caratteristiche maschili. E nella commistione vi sono anche ossa di individui non adulti. Non è un dato così scontato in questo genere di contesti. Le ossa ci racconteranno qualcosa di loro, perché come spesso accade la morte racconta la vita e ne onora la memoria.”
I dati preliminari, quindi, sembrano confermare parte dei dati documentali. Gli esperti procederanno nello stimare sesso ed età degli individui e l’epoca della morte.
Prima dell’avvio dei lavori i vespri con la presenza del vescovo di Avellino Arturo Aiello e il. GiurMento dell’equipe di medici.  “io non mi aspetto altro che recuperare il sensum fidei della comunità di cui sono parroco. Se lo studio dei resti dei martiri ci può aiutare a camminare in questa direzione, sono ancora più contento! Ma è la coscienza credente che accoglie la loro testimonianza e la avvalora con uno stile di vita fervente. Per il resto, a maggior gloria di Dio, nulla lascerei di intentato perché della nostra storia di fede possiamo sentirci tutti appassionati custodi” conclude con Luca Monti.
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