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Buoni spesa da 150 euro, sono 296 le famiglie atripaldesi che ne beneficeranno

Pubblicato in data: 29/12/2023 alle ore:09:34 • Categoria: Attualità

Sono 296 le famiglie atripaldesi che beneficeranno di un buono spesa del valore di 150 euro per l’acquisto di generi alimentari e prodotti di prima necessità.
Si è così concluso l’iter per l’assegnazione di voucher comunali per l’acquisto di beni alimentari nella cittadina del Sabato.  L’Amministrazione comunale con l’assessore con delega alle Politiche Sociali Fabiola Scioscia ad inizio mese aveva deciso di erogare i buoni allo scopo di aiutare i cittadini in difficoltà socio-economica. Ai 35.000 euro iniziali sono state implementate risorse per 9.400 euro al fine di soddisfare tutte le domande ammissibili relativamente alla prima fascia il cui Isee è compreso tra zero e 9.360 euro.
Tutti i beneficiari riceveranno sul proprio smartphone un codice Pin da mostrare per effettuare gli acquisti presso gli esercizi convenzionati, entro il 31 gennaio prossimo. Sono dieci in tutto gli esercizi commerciali che hanno dato disponibilità ad accettare il credito spendibile in buoni spesa. Il bonus spesa è in formato elettronico, cioè sarà spendibile, parzialmente o totalmente, presentando alla cassa dell’esercizio convenzionato esclusivamente il codice fiscale o i dati anagrafici ed inserendo il Pin segreto nel Pos. II cittadini potranno verificare il credito residuo sul portale inserendo codice fiscale e Pin.
Sempre per il sociale l’amministrazione sta intervenendo per risolvere il caso di un cittadino senza fissa dimora che dorme e vive in precarie condizioni in un stabile in costruzione in piazza Umberto. Per lui è scattata anche una raccolta di solidarietà.
Con una nota l’Amministrazione chiarisce di aver attuato tutti i possibili provvedimenti «al fine di prendere in carico la delicata questione coinvolgendo anche i servizi sociali, i sanitari e le forze dell’ordine. L’assessorato alle Politiche sociali, unitamente al Consorzio dei Servizi Sociali, ha già da tempo previsto un ampio percorso di recupero a cui però è sempre seguito un rifiuto da parte dell’interessato. Attualmente le Istituzioni in campo, per avere un interlocutore che possa con tutti i poteri e le facoltà riconosciute dalla legge interessarsi della sua persona e dei rapporti con il Comune, stanno provvedendo alla nomina di un amministratore di sostegno. Ad ogni modo, si ritiene importante anche il coinvolgimento delle persone a lui più vicine al fine di poterlo sensibilizzare ad accettare i percorsi proposti in quanto sono i soli consentiti dalla legge».

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