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Teatro, nel foyer in scena la ricostruzione del processo a Carlo Gesualdo

Pubblicato in data: 22/5/2013 alle ore:13:06 • Categoria: CulturaStampa Articolo

carlo-gesualdoIl processo più famoso del Rinascimento napoletano in una ricostruzione storica dettagliata e densa di particolari. Sarà questo l’undicesimo appuntamento della rassegna “Il Madrigalista – Genio e follia del principe dei musici”, il cartellone di eventi organizzato dal Teatro comunale di Avellino per celebrare i 400 anni dalla morte di Carlo Gesualdo da Venosa.
“Il processo in direttissima di Carlo Gesualdo”, minuto dopo minuti, rivivrà nel Foyer del Teatro a lui dedicato domani, 23 maggio, alle 18.
“Il processo in direttissima di Carlo Gesualdo” è una ricostruzione storica e documentaria pensata dal professor Roberto Barbato a cui parteciperanno anche il preside Paolino Marotta, l’avvocato Niny Longobardi e l’attrice Angela Caterina.
Nel Foyer del Teatro “Carlo Gesualdo” verranno rimesse insieme le tessere dell’intricato mosaico che vede intrecciarsi le vicende adulterine del duca d’Andria e conte di Ruvo Fabrizio Carafa e Maria D’Avalos, moglie di Carlo. Tutta la ricostruzione partirà dalla drammatica notte fra martedì 16 e mercoledì 17 ottobre 1590, quando i due amanti vennero colti in flagrante adulterio nella camera da letto di Palazzo San Severo e barbaramente trucidati.
“Il Processo per direttissima” proverà a rendere meno nebuloso tutto quello che accadde subito dopo l’omicidio dei due amanti. Un giorno di grandi turbamenti per il principe Carlo che fu invitato dal viceré Miranda, presso cui Carlo si era riparato immediatamente dopo il gesto delittuoso, ad allontanarsi da Napoli non tanto per sfuggire alla legge, ma per non esasperare il risentimento delle famiglie degli uccisi.
«Non c’erano i tempi tecnici per svolgere un processo regolare, la vicenda napoletana coinvolgeva gli stati “esteri” come quello di Firenze, di Milano, lo Stato del Vaticano, il nipote di un futuro Papa e tutto questo faceva tremare i polsi al Vicerè di Napoli che voleva concludere la vicenda il prima possibile – raccontano il professor Barbato e l’avvocato Longobardi – La fretta di solito porta a delle contraddizioni. Carlo è stato assolto dal diritto comune per legittima difesa del proprio onore, ma i suoi accoliti, i sicari che hanno commesso l’efferato delitto, invece, non sono mai stati imputati. Altro discorso riguarda il diritto aristocratico. Carlo si servì di sicari e questo non era ammissibile per un uomo del suo casato che avrebbe dovuto sfidare in duello il suo rivale. L’efferatezza poi dell’accanimento successivo sui corpi dei due amanti suscitò un grande sdegno nella popolazione. Siamo in una Napoli che vede convivere il nobile e il plebeo nello stesso palazzo».
“Il Processo per direttissima di Carlo Gesualdo” andrà in scena nel Foyer del Teatro comunale di Avellino domani, 23 maggio 2013 alle 18. L’ingresso è gratuito.
Per maggiori informazioni, telefonare al numero 0825.771620

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