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Europee 2019, presentata la lista “La Sinistra”: “in campo contro sovranisti, liberismo sfrenato, capitalismo, disuguaglianze e compressione dei diritti”. Foto

Pubblicato in data: 8/5/2019 alle ore:12:30 • Categoria: Politica, Sinistra e LibertàStampa Articolo

Rimettere al centro del dibattito la Questione Europea contro sovranisti, liberismo sfrenato, capitalismo, disuguaglianze e compressione dei diritti. Parte da qui la sfida alle Europee del 26 maggio della lista “La Sinistra” che ieri sera ha presentato i propri candidati ad Atripalda.
Ad introdurre i candidati il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Roberto Montefusco: «Abbiamo immaginato il rischio che le questioni europee restino relegate in un angolo. Abbiamo costruito il terzo spazio. Il rischio è che la contesa veda tra due proposte sbagliate e pericolose, l’internazionale nera dei sovranisti da un parte che produce un corto circuito tra i popoli generando conflitto e non cooperazione fondata su uguaglianza e fratellanza. Che in fondo è la ricetta che genera la pace. Se da una parte c’è questa proposta pericolosa e regressiva dall’altra c’è la proposta della continuità con il Pd che ha appaltato metà del proprio simbolo a Calenda che sostiene la continuità con quel paradigma liberista che ha generato le disuguaglianze e la compressione dei diritti».
In sala gli ex deputati Raffaele Aurisicchio e Giancarlo Giordano, l’ex sindaco Giuseppe Moricola, Luigi Adamo, Luigi Caputo e il presidente del Gal Partenio Luca Beatrice. Stesse preoccupazioni evidenziate anche dal segretario provinciale del Prc Tony Della Pia: «Il periodo che stiamo vivendo è difficile dal punto di vista economico, geopolitico e sociale. Ieri quando il ministro della propaganda ha visitato la nostra città sono avvenuti fatti gravi con i sostenitori di Salvini che hanno aggredito alcuni ragazzi che cantavano “Bella Ciao”. Entriamo in un clima preoccupante che le destre xenofobe e razziste sono riuscite  a radicare nella società: il pensiero unico che le problematiche dei lavoratori e dei giovani e le difficoltà sono da attribuire ai più deboli, agli ultimi, ai migranti agli zingari o a chi vive in difficoltà. Questo viene da un lungo percorso di costruzione della società liberista e neocapitalista che punta a massacrare le fasce sociali più deboli. E questa Europa sta soffocando».
Poi la parola è passata ai tre candidati. L’avvocato avellinese Michela Arricale pone l’accento sulla compressione dei diritti e sulla necessità di una mobilitazione straordinaria: «Questi non sono tempi ordinari ma ci sono profonde ferite che lacerano il nostro tessuto sociale. C’è una percezione distorta della realtà e continua minaccia ai nostri valori. E’ vero che le aspettative di molti sono state tradite rispetto all’Europa che togliendo le frontiere e cedendo sovranità sarebbe arrivata una nuova stagione di diritti. Un processo di unificazione politica fatto di nascosto e senza il popolo. Questa costruzione intorno al funzionalismo economico ha prodotto che i cittadini sono meri consumatori. Una cosa che non possiamo accettare. Abbiamo trasformato i diritti in una mera voce di bilancio.  Le aree interne sono state completamente distrutte, non solo dell’Italia ma di tuta Europa. Luoghi privati dei servizi e presidi come ospedali, scuole e altro. Hanno trasformato il Mar Mediterraneo in un fossato dove sta affogando tutto». C’è bisogno di una nuova fase costituente in Europa secondo la Arricale. L’altro candidato, Sandro Fucito riaccende i riflettori sulla questione Meridionale: «ci presentiamo con l’unico simbolo a sinistra. Un Paese nel quale si può veder annegare la gente in mare, la libertà di sparare un tizio che ci entra in casa, dove si licenza, senza colpire la ricchezza aumentando le differenze tra ricchi e poveri. Oggi anche le questione meridionale, gigantesca, così importante è la grande questione che abbiamo il dovere di portare all’attenzione di tutti».
Infine Gianni Fabbris invita la base all’impegno per superare la soglia del 4%: «delle elezioni Europee non parla nessuno. Dobbiamo perciò provare a rompere il muro intorno a questa vicenda rimettendo la questione europea al centro del dibattito. In questa campagna elettorale dobbiamo provare a ricostruire un senso di rapporto con le persone».

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