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Atripalda candida il parco archeologico di Abellinum a polo culturale dell’Area Vasta. FOTO

Pubblicato in data: 16/4/2016 alle ore:12:00 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

Convegno con D'Amelio1Atripalda candida il parco archeologico di Abellinum come attrattore del polo culturale nell’ambito dell’Area Vasta di Avellino. Lo fa alla presenza del Presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio durante la tavola rotonda svoltasi ieri pomeriggio presso la sala consiliare di Palazzo di città. Un confronto sul tema “Abellinum nell’Area  Vasta – Idee e Prostettive” organizzato dall’Assessorato ai Beni Culturali del Comune  e che ha visto tra il pubblico la presenza di tanti amministratori e rappresentanti dei comuni di Montefredane, Aiello,  Cesinali e Mercogliano. Proprio la D’Amelio ha ribadito l’impegno della Regione Campania a sostegno di questo progetto che unisce 34 comuni per una popolazione di 150mila abitanti: «a Palazzo Santa Lucia stiamo lavorando alacremente per recuperare i fondi europei, non possiamo perdere quest’occasione . Ci dobbiamo giocare una partita a più livelli. Dobbiamo lavorare sui temi e vediamo come li candidiamo. E’ interessante che Atripalda candidi come attrattore Abellinum, è una scelta importantissima. Nell’ultima legge di stabilità abbiamo previsto un fondo di rotazione per la progettazione tecnica. Stiamo lavorando anche ad una nuova legge urbanistica e lo spunto della perequazione può essere una cosa innovativa che apra alla valorizzazione degli straordinari beni culturali, un bene della comunità. E possiamo definirla con una legge. Una sfida».
Convegno con D'Amelio3Il sindaco Paolo Spagnuolo, nel suo saluto introduttivo, sottolinea l’occasione che la città del Sabato non può perdere:«L’Area Vasta è un’opportunità che Atripalda non vuole perdere e che vuole portare in dote il proprio patrimonio storico-artistico, che è stato valorizzato nei decenni a macchia di leopardo. Nel nostro piccolo ce la stiamo mettendo tutta e Atripalda si vuole candidare come città della cultura. La richiesta che faccio al presidente del Consiglio regionale: c’è la necessità di presentare progetti di qualità, ma è altrettanto vero che gli Utc non presentano delle professionalità specifiche e fanno fatica. Quello che chiedo al presidente D’Amelio è un fondo di rotazione, uno strumento che potranno i comuni utilizzare per attingere risorse umane esterne che possano dare una spinta in termini di tempistica e qualità nei nostri progetti». Un progetto in cui il comune capoluogo ripone grande fiducia come ribadito dall’assessore all’Urbanistica Ugo Tomasone: «Avverto una sensazione positiva dopo gli incontri con i primi cittadini che stanno collaborando con grande spirito costruttivo, superando le rivalità di campanile, per realizzare progetti che potrebbero dare uno sviluppo a questo territorio. Abbiamo raccolto quattro sistemi di città e creato dei tavoli tematici e sono venute fuori quattro strategie di sviluppo». Si parte dall’ambiente con la valorizzazione del Fenestrelle, fiume Sabato, solofrana. Poi il percorso turistico culturale (con gli attrattori di culto partendo da Montevergine,  polo archeologico di Abellinum, i borghi dei centri storici ed i palazzi signorili, le vie del vino) innovazione e sostegno alla competitività (realizzazione di una piattaforma digitale dell’area vasta), il welfare (housing sociale e servizi per anziani e minori), ciclo dei rifiuti.
Convegno con D'Amelio2«Le radici storiche di Avellino sono sul territorio di Atripalda e questo merita attenzione – afferma il delegato alla cultura Lello Barbarisi -. Siamo da circa 40 anni alle prese con una vicenda e solo pochi giorni fa è stata fatto il quarto e definitivo esproprio per Abellinum. Per noi si consegue un obiettivo fondamentale senza del quale la stessa Area Vasta ne avrebbe potuto risentire. Una battaglia lunghissima condotta anche con gli amici della Pro loco. All’area vasta portiamo anche Palazzo Caracciolo, anche questa operazione difficile che siamo riusciti a chiudere rintracciando 47 eredi e portandoli a donare la propria quota d’eredità. Va aggiunto anche l’ipogeo con la tomba a camera di via Tufara che vogliamo recuperare e riportare alla luce e un pezzo dell’anfiteatro ubicato lungo l’Appia moderna».
Convegno con D'Amelio4Una panoramica sui beni storici ed artistici atripaldesi è stata fornita dall’ingegnere Gerardo Troncone: «molte cose spesso non si salvano nel nome di uno pseudo progresso. Questi sono i nostri tesori. Molti passi l’ha fatti Atripalda ma deve continuare nell’opera di coinvolgimento di altri comuni. Ho timori per Avellino per gli scempi compiuti negli ultimi 30 anni». Una politica turistica non può essere disgiunta dai beni culturali «sarebbe come il parlare del nulla – afferma il delegato al Turismo Flavio Pascarosa -. La creazione dell’area vasta può essere un immenso attrattore dal punto di vista turistico. Rispetto all’Umbria e alla Toscana siamo molto indietro nonostante i nostri territori hanno potenzialità enormi. Quindi dobbiamo approfittare di quest’occasione che ci viene offerta e al presidente D’Amelio chiedo che ci aiuti visto che in passato abbiamo presentato progetti validissimi che sono stati puntualmente bocciati. Fare turismo significa creare occupazione e cultura». Convegno con D'Amelio5Per il vicesindaco con delega all’Urbanistica Luigi Tuccia bisogna ragionare« come se fossimo un unico territorio, senza campanilismi dove ognuno mette a disposizione le proprie cose migliori e la nostra è appunto Abellinum. Atripalda spesso non è stata trattata bene dalla Regione Campania». Il progettista del Puc di Atripalda, l’architetto Pio Castiello ha invece evidenziato la necessità di superare il vincolo di inedificabilità per i terreni  vincolati di Abellinum dalla Soprintendenza con lo strumento della perequazione:«il valore del parco archeologico è un valore storico-culturale e anche economico, ma va valorizzato nell’ambito del piano regolatore generale che verrà approvato dal consiglio comunale. La dimensione è quella perequativa. Diritti di edificabilità che vengono trasferiti in altre aree, una circolazione che va normata. C’è un problema giuridico, notarile che va calato nella realtà di Atripalda. Si tratta di un negozio, di uno scambio di valori: in luogo all’esproprio conferiamo diritti di edificabilità in altra zona, individuata nella parte sud-est. Stasera è il principio, che va strutturato in modo corretto. Purtroppo in Italia non c’è una norma che tuteli la perequazione urbanistica che rappresenta un modello compensativo anche perché non penso che la regione possa darci tutti i soldi per gli espropri  da effettuare ancora».

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2 risposte a “Atripalda candida il parco archeologico di Abellinum a polo culturale dell’Area Vasta. FOTO”

  1. Ottavio ha detto:

    Quanta gente.

  2. Michele ha detto:

    Si Ma Abellinum quando Apre?????

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