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Questione Falò di San Sabino e scontro tra genitori e dirigente scolastica, l’ex sindaco Paolo Spagnuolo attacca: «evidenziano la disgregazione della nostra comunità. Amministrazione in silenzio e travolta dagli eventi, non c’è capacità di guidare i processi»

Pubblicato in data: 28/2/2020 alle ore:09:30 • Categoria: Attualità, PoliticaStampa Articolo

«Stiamo assistendo al silenzio dell’Amministrazione comunale sulla questione falò e sullo scontro tra alcuni genitori e la dirigente scolastica che hanno invece evidenziato la disgregazione della nostra comunità. C’è bisogno invece di una maggiore integrazione dell’Amministrazione nel tessuto sociale cittadino e una maggiore capacità di guidare i processi o di saperli bloccare quando questi vanno su binari sbagliati». A denunciarlo in aula l’altra sera è stato l’ex sindaco Paolo Spagnuolo durante le battute finali del Consiglio comunale. L’ex sindaco nel prendere la parola, dopo aver evidenziato che all’ordine del giorno non ci fosse il punto per poter presentare interrogazioni, interpellanze o mozioni, ha esordito: «avremmo voluto presentarle in riferimento al silenzio osservato dall’Amministrazione rispetto ad episodi che attestano una certa disgregazione della comunità atripaldese. Ed è tanto più grave se si pensa che la campagna elettorale dell’attuale maggioranza fu incentrata sul concetto di recupero del senso della comunità, che poi è un concetto di demitiana memoria».
I due episodi a cui fa riferimento il capogruppo d’opposizione di “Noi Atripalda” sono le polemiche  sollevate dal parroco Don Fabio Mauriello che alla vigilia dei festeggiamenti per il Santo Patrono, San Sabino Vescovo, aveva tuonato «La comunità è divisa. I falò sono aumentati non perché è aumentata la fede per il Santo ma perché ognuno pensa di fare le cose meglio degli altri», posizione sulla quale il sindaco aveva preso le distanze la stessa sera dell’accensione. L’altro è invece lo scontro in atto all’Istituto Comprensivo “De Amicis-Masi” tra una parte dei genitori e la dirigente scolastica Amalia Carbone, nonostante il tentativo di ricomporre la frattura con l’incontro svoltosi in Comune.
E l’ex primo cittadino ha portato le due questioni all’attenzione del parlamentino cittadino. «Ci ritroviamo in una situazione di assoluta disgregazione non sottolineata dall’opposizione ma evidenziata invece da fatti oggettivi – ha esordito –. Mi riferisco in primis alla scuola, dove ci sono state delle considerazioni piuttosto forti da parte della dirigente scolastica. A ciò è seguito uno scontro, altrettanto forte, in termini dialettici, con alcuni genitori. In seguito si sono registrate le dimissioni dei genitori facenti parte del precedente Consiglio d’Istituto. Poi si è aperta una discussione tra genitori e genitori. Una situazione culminata nelle elezioni della nuova componente genitori del Consiglio d’Istituto, seduta durante la quale sono stati espulsi due genitori. E’ mai possibile che un sindaco e un assessore al ramo, mi riferisco a quello all’Istruzione Nazzaro, attendano gli eventi, li osservino restando inermi? Questo non è possibile. Mi sembra che siano stati travolti dagli eventi e non siano invece riusciti a guidare i processi e a perseguire quel recupero del senso di comunità di cui tanto avevano discusso in campagna elettorale e anche dopo». Spagnuolo precisa inoltre: «noi dell’opposizione siamo stati osservatori perché non abbiamo il potere di guidare i processi ma soltanto vigilare. Ma nel momento in cui si verificano certi contrasti forti nel mondo della scuola, che è l’aspetto più vivo di una comunità, questo ci preoccupa. Abbiamo atteso e pensavamo che prima o poi ci fosse stata una presa di posizione. Non volevamo speculare sulla cosa, non è da noi. Abbiamo evitato di farlo per non complicare ulteriormente questo momento di disgregazione sociale riferito poi per altro ai nostri figli e al mondo della scuola. A questo punto però siamo preoccupati. Ora l’amministrazione ci deve far capire quale posizione e decisione vuole assumere rispetto a ciò che sta accadendo, non per far il tifo per qualcuno, ma per ristabilire un po’ di equilibrio e serenità. Perché non credo che la dirigente scolastica possa lavorare in questo contesto con serenità. Non credo che gli insegnati, lo stanno facendo benissimo, vogliano lavorare in un contesto tale e il Consiglio d’istituto pure dovrà lavorare con maggiore serenità. Per cui c’è bisogno di un intervento della parte politica che ha il dovere, in quanto è stata eletta per questo, di intervenire sull’argomento. L’unico atto concreto che quest’amministrazione ha fatto è stato quello di riunire nella sala consiliare in assemblea genitori, dirigente scolastica e insegnanti ma mi apre che l’esito sia stato pessimo senza raggiungere l’obiettivo prefissato. Anzi la cosa sia andata peggio perché durante quella riunione c’è stato un baccano totale e se prima dell’assemblea c’erano dei dubbi rispetto alla disgregazione sociale, scolastica e non solo. Se prima dell’assemblea si conoscevano solo due o tre posizioni diverse, dopo l’assemblea le posizioni diverse e distanti sono aumentate. Anche su questo non è possibile continuare con un silenzio assoluto». Poi Spagnuolo conclude sottolineando la questione falò «un altro aspetto della disgregazione sociale  che è stato evidenziato da don Fabio. Si potrebbe immaginare che la sua considerazione sia stata desunta dal numero eccessivo di falò organizzati. Invece lui ha precisato che se diceva ciò è perché aveva dei segnali in tal senso. L’indizio sarà pure stato l’eccesivo numero dei falò, ma ha sicuramente degli elementi più pregnanti che gli hanno dato la certezza e la serenità di dire durante i festeggiamenti di San Sabino certe cose piuttosto forti. Se il parroco, che è rappresentante di una grossa comunità, quella religiosa, abbia detto determinate cose in un momento di festa, anche qui abbiamo sicuramente la prova e la certezza che questa disgregazione della comunità ci sia e che l’amministrazione rispetto all’obiettivo del recupero del senso della comunità ha fallito completamente. Questo lo diciamo senza voler fare polemica ma con l’invito che il gruppo d’opposizione rivolge all’Amministrazione perché ci sia una maggiore presenza nel tessuto sociale perché forse è da questo che deriva questa disgregazione ed essere un po’ più vicina alle amministrazioni scolastiche e religiose della città per poter governare determinati processi. Se la dirigente, io credo, avesse avuto la possibilità di rappresentare alla parte politica ciò che ha poi detto, avrebbe evitato di dirlo. Se don Fabio avesse avuto l’opportunità di rappresentare i sentori che gli arrivano dalla città all’Amministrazione, sicuramente avrebbe evitato di manifestarlo in un momento di festa».

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