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Indennità di giunta, l’ex sindaco attacca: «L’aumento non è coperto dallo Stato ma solo parzialmente perché un’altra metà sarà a carico dei cittadini e graverà sul bilancio comunale»

Pubblicato in data: 31/8/2022 alle ore:16:59 • Categoria: Attualità, Politica

«L’aumento non è coperto dallo Stato, come ha detto il sindaco, ma solo parzialmente perché un’altra metà sarà a carico dei cittadini e graverà sul bilancio comunale. Parsimonia e amore per la nostra città avrebbe voluto che invece di triplicarsi il costo generale delle indennità di giunta ci si poteva pure accontentare di raddoppiarle, utilizzando solo il contributo statale rispetto a quanto percepito dall’amministrazione precedente».

Gli aumenti delle indennità di giunta decisi dall’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Spagnuolo finisco nuovamente al centro delle polemiche nell’ultimo consiglio comunale. L’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo respinge le accuse che nella precedente seduta del parlamentino cittadino gli aveva rivolto l’assessore al Bilancio e vice sindaco Mimmo Landi «ho rinunciato al 25% di quello che sarebbe toccato al sindaco rispetto alla quota di compenso spettante come dipendente pubblico. Con le precedenti aliquote e tariffe, che erano quelle non aumentate, ridotte al 50%, io su quella cifra ho rinunciato ad un altro 25%. Per cinque anni non ce ne siamo vantati ma quando il vicesindaco dice scorrettamente falsità su questo fatto, era necessario chiarire».

Secondo l’ex primo cittadino: «Questa amministrazione ha già scelto di prendersi il massimo per loro rispetto alla possibilità di essere parsimoniosi nelle spese e di provare ad agevolare in qualche modo le aliquote Imu o dei servizi a domanda individuale con maggiore copertura del comune. Una scelta chiara e fatta, ma non si può dire che l’aumento è tutto a carico dello Stato». Spagnuolo chiarisce i termini dell’aumento: «Il costo delle nostre indennità di giunta è stato pari a 51 mila euro all’anno. Questo è stato il costo annuo che abbiamo sostenuto nei cinque anni di consiliatura. L’aumento concesso e coperto dal contributo statale è pari ad altri 62mila euro. E con questo era già più che raddoppiata l’indennità. Ma loro si sono andati a prendere l’aliquota massima e hanno messo altri 55 mila euro di ulteriori oneri a carico del bilancio comunale. Per cui il costo totale annuo delle nuove indennità di funzione è di 51mila, più 62mila euro e in aggiunta altri 55mila euro. Non si sono voluti accontentare dell’aumento che era già più del doppio pagato dallo Stato. Ma hanno deciso di prendersi l’aliquota massima. E’ vero che la legge lo consente, ma hanno deciso le indennità al massimo e pazienza se poi non ci sono i fondi per ridurre niente a favore dei cittadini come per l’Imu. Bisogna sapere che nonostante il contributo statale di 62mila euro, il bilancio comunale deve mettere altri 55mila euro all’anno in aggiunta ai 51mila che erano previsti inizialmente. Questi sono i numeri».

Proprio l’adeguamento dei compensi decisi due mesi fa da sindaco e giunta sono stati al centro di polemiche e duri scontri politici.
Sotto accusa la delibera di giunta n.84, approvata all’unanimità e d’urgenza lo scorso 6 luglio, che fissa le nuove indennità di funzione del primo cittadino e degli assessori comunali. La nuova fascia tricolore guadagna nell’anno in corso 3.396,88 euro al mese, il vicesindaco Mimmo Landi 1.868,28 euro mensili mentre gli altri quattro assessori (Gianna Parziale, Lello Labate, Fabiola Sciosca e Antonio Guancia), nel caso siano lavoratori non dipendenti o in aspettativa, 1.528,60 euro al mese. Se non hanno richiesto l’aspettativa soli 764,30 euro mensili. Indennità che subiranno un aumento per l’anno 2023 con il sindaco che arriva a 3.707,64 euro mensili, il suo vice a 2019,20 euro e gli assessori tra 1668,44 euro e 834,22. E poi dal 2024, a regime e fine alla conclusione del mandato amministrativo, 4.140,00 euro per il primo cittadino, 2277,00 euro per il vice e infine 1.863,00 euro oppure 931,50 per gli assessori a secondo se dipendenti o non in aspettativa.

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