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Polemica sulle calze dell’Epifania acquistate dal Comune a Solofra

Pubblicato in data: 5/1/2024 alle ore:14:33 • Categoria: Attualità, Politica

Le Befana porta calze ai bambini ma anche polemiche ad Atripalda. Nel mirino finisce la determina del Comune per l’acquisto a Solofra di 910 calze da distribuire gratuitamente ai più piccoli per un costo di 6mila euro.  A sollevare la questione è l‘ex assessore al Commercio Mirko Musto che nell’ultima seduta del parlamentino ha incalzato l’Amministrazione e l’assessore ai servizi sociali Fabiola Scioscia. «Svolgo il compito di consigliere comunale che controlla nell’interesse del paese. La prima determina che hanno pubblicato era sbagliata perché i fondi venivano presi dal bilancio comunale sul capitolo 1415. Anche se hanno poi rettificato io non ho detto mai bugie. Come mai ci siamo rivolti a Solofra quando Atripalda ha tanti negozi per acquistare le calze? – tuona l’ex assessore al Commercio -. Mi auguro che queste calze siano chiuse e prodotte dall’azienda madre e non dalla struttura di Solofra». Anche l’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo attacca: «L’amministrazione è senza limiti da un punto di vista delle spese mentre ha deciso di voler punire la città senza mettere neanche una luce per il Natale. Si sono dovuti adoperare i commercianti di via Roma. Chissà perché c’è stata questa ristrettezza economica per gli addobbi natalizi mentre non per l’acquisto delle calze per la Befana, con un costo esorbitante. Fondi del bilancio comunale secondo la determina pubblicata». Critiche anche dall’ex vicesindaco Anna Nazzaro: «premetto che sono favorevole per le manifestazioni a favore dei bambini così come per i voucher per la pista di pattinaggio sul ghiaccio ma sarebbe stato auspicabile che l’acquisto delle calze fosse stato fatto ad Atripalda e non a Solofra». Sulla stessa lunghezza d’onde anche Nancy Palladino: «La befana ci fa piacere ma le iniziative costano il quadruplo rispetto a quello che è stato fatto in passato».
Ma dall’amministrazione respingono le critiche. «Per l’evento dell’Epifania c’è la pubblicazione della determina con una rivisitazione di questi fondi – tiene a precisare l’assessore al Bilancio Domenico Landi -. L’evento è finanziato da fondi ministeriali. Il capitolo è lo stesso, il 1415/3  e rispetto all’errore materiale della prima determina sarà pubblicata una nuova determina».
Anche l’assessore Scioscia difende la scelta: «perché perdere questa opportunità di spendere fondi ministeriali invece di quelli. Non sono andata a spendere e spandere perché ciascuna calza costa cinque euro e settanta centesimi. Sono 910 perché ci siamo basati sul numero della popolazione scolastica». Anche il presidente del consiglio Francesco Mazzariello tiene a ribadire l’esiguità del costo di ogni calza così come il sindaco Paolo Spagnuolo: «E’ mortificante questa discussione perché siamo di fronte ad un bilancio comunale che prevede un fondo crediti e debiti di dubbia esigibilità di 23milioni di euro mentre ci preoccupiamo di calze del costo di 5 euro ciascuna. Si è focalizzati su questa determina. Ma non si possono sommare manifestazioni del passato in cui una volta si è fatta animazione e un’altra si sono regalate solo calze. Per questo abbiamo dato del bugiardo al consigliere Musto. Sulle politiche sociali a Fabiola dico di continuarle a svolgere con il cuore e con la tua sensibilità».

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