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Debito Cosmari, nota di Luca Criscuoli

Pubblicato in data: 12/2/2010 alle ore:16:22 • Categoria: Politica, Sinistra e LibertàStampa Articolo

sinistra-ecologia-e-libertaGli altri sbagliano sempre, Laurenzano mai. Sono sempre gli altri a dire falsità, sono sempre gli altri che sbagliano, che sbagliano le cifre e sbagliano ad accusare il Comune di Atripalda di non aver pagato al Cosmari una cifra enorme. Insomma, i nostri amministratori cercano sempre di ribaltare la realtà, neanche l’evidenza dei numeri sembra oramai preoccuparli. Avere un debito superiore a quello del Capoluogo non dovrebbe preoccupare nessuno, nemmeno lo stesso Caputo che evidentemente conosce un’altra verità, tale da costringerlo a rivolgersi al Prefetto. Nella baraonda generale si è cercato di tranquillizzare , attraverso altri numeri, chi invece a questo punto dovrebbe essere abbondantemente conscio che questa faccenda ha del losco ed andrebbe immediatamente chiarita dal Sindaco e dai componenti della Giunta. Mi riferisco ai cittadini Atripaldesi che appena un anno fa hanno dovuto pagare la tassa sui rifiuti con aumenti pari 60/70%, tra conguagli ed aumenti (giustificati al tempo con il passaggio al Consorzio). Dove sono finiti quei soldi? Perché non sono stati utilizzati interamente per coprire il debito e la spesa corrente? A cos’altro sono serviti? Chiariamo un punto: questo debito non è una di quelle famose eredità di cui la zoppicante amministrazione Laurenzano spesso parla per nascondere le evidenti anomalie della macchina comunale. Non c’è un solo Consigliere di maggioranza che senta il dovere morale, civico e politico di dire basta a questa farsa, a chiamarsi fuori dal marasma che nuoce alla città, ormai in balia di eventi grotteschi e dell’ostinazione di un gruppo di potere che non intende porre un freno alla discesa in picchiata che Atripalda sta compiendo. Agli atripaldesi andrebbe detto che di questo passo non riusciremo nemmeno più ad avere i lampioni accesi di notte, le strade degnamente pulite. Atripalda non ha più credito e lo testimoniano le recenti difficoltà incontrate per riuscire ad ottenere da una banca l’anticipo di cassa necessario a garantire gli stipendi ai dipendenti comunali. È in atto un delirio di onnipotenza che potrebbe compromettere il futuro sociale ed economico degli atripaldesi, soltanto allora si potrà parlare di eredità scomode. Ora però interessa il contingente, ed il contingente parla di una situazione economica dell’ente allo stremo. Evidentemente il lavoro compiuto in questi mesi da assessori e dipendenti non ha prodotto i risultati annunciati, e i mielosi attestati di stima del Sindaco nei confronti dei tecnici che stanno cercando di venire a capo della matassa non risolve il problema, ed in ogni caso non sarebbero loro i diretti responsabili. La responsabilità è tutta politica, è di chi candidandosi a governare Atripalda non aveva considerato la difficoltà del compito, è di chi continua a cercare consiglio ed appoggio in coloro che evidentemente hanno dato indicazioni profondamente sbagliate e dannose per la comunità. Esiste un confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è, non può più valere a questo punto la favola del “tanto oggi le cose vanno così dappertutto”. Si può invertire la rotta se si ha la volontà di farlo, se si dimostra che si è fatto il possibile ed in buona fede nell’affrontare i problemi di Atripalda, prescindendo dagli interessi personali e di partito. Fino ad oggi non ci sono elementi tali da consentire un giudizio che non sia inequivocabilmente negativo, non sono nemmeno state create le basi per un futuro di riscatto e di ripresa generale. Sempre che non si voglia essere ricordati soltanto come l’AC che ha (s)venduto il patrimonio del Comune per riparare ai misfatti compiuti per anni ai danni dei cittadini contribuenti. A questo punto risulta difficile immaginare cos’altro possa accadere per dire basta. Non c’è da aspettarsi atti di dignità etica e politica, solo i cittadini possono interrompere questo processo di decadenza prima che sia troppo tardi, perché altrimenti ai posteri non rimarrà nemmeno… l’ardua sentenza.
Luca Criscuoli (Sinistra Ecologia e Libertà)

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