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Ciclismo, gli Amatori della Bici di Atripalda in vetta all’Agerola

Pubblicato in data: 8/4/2014 alle ore:07:50 • Categoria: Sport, CiclismoStampa Articolo

Frongillo-DePascale-Basile-AconeLe strade che oltre 50 anni fa furono rese celebri dall’impresa del campionissimo, Fausto Coppi, domenica scorsa sono state teatro della Granfondo della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. 15 giorni dopo la Granfondo Costa d’Amalfi, il ciclismo amatoriale campano ripercorre la costa più famosa del Meditarraneo dal versante Sorrentino, esibendosi nella più dura e affascinante Gf campana. Dopo la partenza data dal grazioso paesino montano di Agerola, palcoscenico naturale sulla costiera amalfitana, la carovana di ciclisti si è tuffata tra le stradine di Gragnano, Castellammare e Sorrento che hanno introdotto, dopo lo scollinamento di Picco S. Angelo, gli atleti sulla costiera. Questo immaginifico paesaggio, da qualcuno definito come incomprensibile, dove solo il mare è orizzontale, e tutto ciò che è terra ferma è quasi perpendicolare, fatto di continui saliscendi, brevi e ripidi dislivelli uniti da curve a volte sinuose altre spigolose, ha visto le proprie strade solcate da circa 500 ciclisti provenienti da ogni parte d’Italia! I circa 1700 mt di dislivello totale sono stati utili a coprire un percorso di 100 km, che ha avuto come apice della sua difficoltà la salita finale del monte Agerola: 13 duri chilometri sino al valico che collega la frastagliata costa alla piana del Vesuvio. Sull’infinita serie di tornanti verso Agerola, che si affacciano a picco sull’insenatura di Conca De’Marini, il campione del mondo Antonio Borrelli, vero mattatore di questa prima parte di stagione, ha staccato tutti, giungendo solitario al traguardo! I ciclisti, domenica scorsa, in tale scenario, sono divenuti d’improvviso lontanissimi puntini irriconoscibili, nascosti tra le pieghe della montagna che precipita a picco verso il mare. Questi puntini prendevano forma man mano che si avvicinavano alla meta, apparivano e scomparivano, ora nascosti dalla roccia, ora illuminati dal sole d’aprile; ebbene, 4 di questi puntini erano contraddistinti da un’appartenenza comune! De Pascale, Acone, Frongillo e Basile hanno portato fino in vetta i vessilli giallo-blu atripaldesi, attraversando prima le perle di entrambi le costiere, poi guadagnando il traguardo sulle rampe dell’Agerola, chapeau!

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