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No all’ampliamento dello Stir, Luigi Caputo (Prc): “dal Comune finora solo parole sul ricorso al Tar”

Pubblicato in data: 18/2/2017 alle ore:18:57 • Categoria: Politica, Partito della Rifondazione ComunistaStampa Articolo
Sono trascorse ormai due settimane dall’ultima riunione del consiglio comunale, ma del ricorso del comune di Atripalda contro l’ampliamento dello STIR di Pianodardine non c’è ancora traccia. Non vorremmo che tutta la contrarietà espressa dai gruppi consiliari nei confronti del provvedimento della regione Campania si esaurisse in una serie di enunciazioni retoriche prive di riscontro concreto. Il rischio è reale, anche perché il termine di 60 giorni per il ricorso al TAR è ormai prossimo alla scadenza. Sarebbe una beffa, l’ennesima, per la popolazione atripaldese, già costretta a subire, nel corso di questi anni, sconsiderate decisioni piovute dall’alto. Per ora l’unico comune che risulta aver ufficializzato il ricorso amministrativo è quello di Pratola Serra. Non assumendo analoga iniziativa, l’Amministrazione comunale di Atripalda non solo darebbe prova di inaffidabilità e scarsa serietà, ma si renderebbe artefice di in grave affronto nei confronti dell’assemblea cittadina, che ha deliberato all’unanimità sull’argomento, oltre ad indebolire il fronte di una lotta la cui efficacia presuppone la compattezza degli attori istituzionali, senza che nessun Ente venga mandato allo sbaraglio.
Non vorremmo che all’origine di queste esitazioni, ci fosse, soprattutto da parte del sindaco Spagnuolo, il timore di esporsi agli strali del presidente De Luca e dello stato maggiore regionale di quello che pare destinato ad essere il suo nuovo, ennesimo partito, il PD. In tal caso, si tratterebbe di una clamorosa dimostrazione di opportunismo.
 
Luigi Caputo – Partito della Rifondazione Comunista di Atripalda 
 
 
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