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Scontro in Consiglio sulla riorganizzazione del personale e rimozione di tre capisettore, Spagnuolo: «burocrati che imponevano l’alt ad ogni iniziativa. Vigili-Carabinieri, situazione paradossale in città: Giannetta controllore a sua volta controllato da un altro controllore». E sull’inchiesta: «Bocchino non ha seguito bene il I settore, troppo ampio. Dalle verifiche dipendenti senza contributi ed ente non accreditato all’Inail». FOTO

Pubblicato in data: 19/3/2015 alle ore:10:00 • Categoria: Politica, ComuneStampa Articolo

consiglio atripalda_giuntaPolemiche a tarda notte in Consiglio comunale anche sulla riorganizzazione del personale con il sindaco che spiega le motivazioni alle base della rimozione a novembre di tre capisettore e sull’inchiesta delle buste paga annuncia: «dalla relazione del consulente esterno emergono situazioni imbarazzanti con dipendenti comunali che devono andare in pensione per i quali non si trovano i contributi versati all’Inps mentre l’ente non ha mai avuto l’utenza assegnata all’Inail, dove non siamo mai stati accreditati e non c’è l’accesso obbligatorio ai servizi online».
Ad aprire la discussione la mozione presentata dal consigliere Del Mauro, capogruppo di Fi, : «sulla riorganizzazione degli uffici comunali mi sarei atteso un intervento del sindaco, di cui gli atti sono noti al consiglio. Non metto bocca sulla validità degli atti, ma leggiamo sul trasferimento della Bocchino di valutazioni meritorie. C’è una valutazione fatta? Sulla revoca di Giannetta si parla di intervenuta mancanza di rapporto fiduciario ed una serie di nomine che mi lascia allibito come il trasferimento di Cocchi dall’Urbanistica all’Anagrafe, in questo modo non si valorizza una professionalità. Ora dovrete essere voi a spiegarle. Sicuramente si tratta di una riorganizzazione molto importante, vogliamo capire se ci sono mancanza del raggiungimento di obiettivi, se ci sono delle responsabilità. Cambi che avvengono in un momento in cui cresce la conflittualità tra ente e dipendenti. Mi aspetto dal sindaco le motivazioni».
consiglio atripalda_3A relazionare sul ridisegno della pianta organica è l’assessore al Personale Fabiola Scioscia: «la legge sull’anticorruzione consente la rotazione dei dipendenti comunali passando da 4 a 6 settori».
consiglio atripalda_SciosciaMa Ulderico Pacia non ci sta: «l’assessore non ha fatto altro che dire le cose che sono accadute. Ma non ho sentito le motivazioni alla base dei provvedimenti. Per i trasferimenti, tre capisettore sono stati puniti. Il primo è stato l’architetto Cocchi che dal’Urbanistica viene spostato all’Anagrafe per i pareri sfavorevoli dati. Domani potrebbe sempre chiedere i danni all’ente e non capisco perché non ha fatto ricorso. La stessa cosa vale per la Bocchino che era rappresentante legale del comune a cui è stato tolto tutto ciò che gli era stato richiesto superando un concorso. Poi l’ufficio legale del comune non è stato mai attuato. E’ stata per tre mesi senza fare niente, eppure è una persona molto capace e precisa. E poi il tenente Giannetta di cui il sindaco ne ha elogiato prima le doti e lui l’ha ripagato in ambito nazionale. Poi ad un certo punto diventa un burocrate presuntuoso. Al posto suo è stato messo Reppucci, per il quale nutro rispetto. Un commercialista ma certamente non può ricoprire il ruolo di comandante della polizia municipale mentre Giannetta ha vinto quel posto di istruttore direttivo. Come si può mettere a capo dei vigili un amministrativo? Una cosa poco bella. Giannetta era una persona preparata che meritava tanto e che non è stata trattata bene. Non è vero che sono burocrati che hanno fatto arretrare il paese come affermato da te sindaco. E’ colpa loro, di questi tre se Atripalda non si è sviluppata? Non ci credo a ciò. Qualora dovessero vincere la causa, chi li pagherà le indennità se sono state già distribuite agli altri quattro da dicembre? Sempre i cittadini? Ormai siete ricchi, questi sono bilanci fasulli».
Accuse respinte dal primo cittadino: «noi siamo sotto la lente di controllo della Corte dei conti e più di quell’ente non ci sono enti oggettivi. In sede di rendiconto ne discuteremo».
consiglio atripalda_2Del Mauro (Fi) attacca: «l’assessore al Personale on ci ha detto niente. Ha letto un compitino con due delibere e due date ma non c’è un accenno alle motivazioni. Visto che se ne assume la paternità, non ci spiega le motivazioni per cui va via Cocchi, Giannetta e Bocchino». Anche Battista (Piazza Grande) attacca: «solo un compitino ha letto l’assessore». Da qui un duro botta e risposta.
Il sindaco Spagnuolo difende l’assessore: «c’è un atteggiamento offensivo da parte tua Nunzia. La relazione è stata fatta con il preciso intento di dare una relazione di massima» e l’assessor e Scioscia: «lei non è attenta non ci venga ai consigli se non è attenta e ascolta la relazione».
consiglio atripalda_sindaco SpagnuoloIl sindaco chiarisce ancora, portando all’aula gli esempi dell’ex sindaco Gerardo Capaldo e dell’ex ministro Fiorentino Sullo che si erano dovuti a suo tempo scontrare con la burocrazia che invece di aiutare ostacolava la realizzazione di due iniziative : «E’ stata una relazione completa ed utile. Fatti che si sono succeduti in un tempo non brevissimo e perciò è stata opportuna. Tutti provvedimenti assunti collegialmente. Potete stare tranquilli che tutto è stato sempre concordato nelle riunioni di maggioranza tenute settimanalmente. Sulla rimozione dei tre capisettore, dal primo giorno che ci siamo insediati abbiamo dato un’impronta ed un indirizzo politico ben preciso di tipo privatistico sia per la gestione finanziaria che del personale. Da ciò deriva, che con la Bassanini, il dirigente è un manager che deve raggiungere degli obiettivi. Evitiamo la burocrazia. Il problema di fondo che non mi ha fatto stare in sintonia con i tre, che io non giudico da parte della capacità, onestà e trasparenza, però chi vuole far funzionare un ente non può scontrarsi con posizioni legittime di dirigenti che recepiscono tout court le norme. Nessuno ha mai fatto richieste illegittime ma c’era la volontà dell’amministrazione di raggiungere obiettivi di interesse collettivo, insieme ad associazioni territoriali che cercano di raggiungere un obiettivo superando le trappole del contesto normativo. Ci sono da considerare gli effetti nefasti della Bassanini: i politici danno gli indirizzi e agli amministrativi tocca realizzarli. C’è il buon dirigente che ti apre la porta nella fase gestionale e cerca fino alla fine di trovare la soluzione praticabile, nei limiti della legalità, e continua il confronto e altri invece, come il burocrate, che ti impone l’alt: pronto a rispondere anche con un secco no. Il problema è qua, ecco perché è un rapporto fiduciario per poter superare gli ostacoli posti dalla Bassanini che frenano l’attività degli amministratori. A questo si aggiunge anche la legge 190 che prevede la rotazione trasversale tra tutti i settori dei dipendenti, una norma che condivido appieno come quella dell’impossibilità per il sindaco di esercitare il terzo mandato. La rotazione io la condivido e noi l’abbiamo applicata. Questo vale per l’architetto Cocchi, che è dimissionario di fatto dal settore Urbanistica. Diversa la situazione per la dottoressa Bocchino e il dottore Giannetta. Faccio riferimento ad episodi che non sono di particolare gravità ma messi insieme assumono una rilevanza importantissima. Ho letto Giannetta tradito dai paletti: questo è stato un episodio. Rispetto a determinati aspetti soprattutto motivi di opportunità avrebbero richiesto un confronto con il delegato al commercio visto che è un intervento invasivo. Di questa cosa non sapevo niente e ne ho preso conoscenza solo quando una schiera di commercianti hanno protestato. Ho finto anche di essere a conoscenza della cosa per non fare la figura dello sciocco. E poi di due progetti approvati in giunta, “Atripalda città sicura” e di un secondo di cui non sapevamo alcunché. Poi ci sono state tante manifestazioni e ricordo l’umiliazione mia e di don Enzo, entrambi invitati a partecipare al memorial di due concittadini Squitiero-Francavilla che è stato organizzato a via Ferrovia, in territorio di Avellino, perché all’associazione che organizzava questo evento non è stato potuto farlo organizzare ad Atripalda per le troppe prescrizioni. Poi c’è la questione relativa alle indagini di polizia giudiziaria: mi confronto con tanti sindaci e mi risulta che ogni giorno ci sia un briefing sull’attività che si svolge tra sindaco e comandante. Premetto che mi sarei accontentato anche di un omissis sulle indagini però io non ho mai ricevuto alcuna comunicazione ad attività di polizia giudiziaria a meno che non siano state mai compiute. Questo denota scarsa attenzione. Ci siamo ritrovati poi, e qui sono andato in bestia, quando sono state realizzate in città le riprese per un documentario sul Cinema Ideal, patrocinato dal Comune, che avevano chiesto un pass per poter parcheggiare due autovetture e non è stato possibile procedere a concederlo. Questioni semplici che non denotano la volontà di voler superare la burocrazia. Vogliamo parlare anche degli eventi di Natale patrocinati dall’amministrazione: color che montano il server in piazza parcheggiano in malo modo e vengono multati. Sollecitati da questi, che stavano lavorando per l’amministrazione, nemmeno si può fare nulla. Ricordo ancora il memorial in ricordo di Tonino Cresta, anche in questo caso associazioni volevano organizzare una bella manifestazione con il motivo conduttore la musica, ma non è stato possibile perché all’associazione vengono richieste le certificazioni degli strumenti di Tonino d i 15 anni fa. Poi c’è anche un altro aspetto non di minore importanza: qual è il rapporto tra il Comando della Polizia municipale e la stazione dei carabinieri di Atripalda. Io lo immagino come un rapporto di collaborazione e complementarità per ottimizzare le risorse. Fini qui arrivo io, e da qui inizia la tua competenza. Ad Atripalda invece abbiamo una situazione paradossale che frena lo sviluppo di eventi sporadici: il controllore è controllato a sua volta da un altro controllore. Lo dico con serenità di una questione di cui ho raccolto lamentele. Si organizza una sagra: c’è un’istruttoria molto dettagliata da parte del Comando di Polizia municipale e poi ci troviamo puntualmente che il controllore che ha dato l’ok venga a sua volto controllato. Questo provoca dispendio di energie e spesso finisce poi che la manifestazione viene anche bloccata. E questo non lo possiamo più tollerare. Non sono difetti, non è che non mi fidavo del tenente Giannetta ma sono esempi volti a far capire i motivi rispetto ad una legge Bassanini che non mi consente di firmare  personalmente le autorizzazioni, ma che con burocrati mi porta a manifestazioni da abortire. La burocrazia è il problema che affligge  gli enti con dirigenti che non si sforzano di interpretare la legge ma pensano solo ad attuarla. Bloccandosi così nei confronti delle istanze dei cittadini. Una forma mentis sbagliata della pubblica amministrazione. Certo se c’è una contrarietà alla legge, siamo i primi a dire che non si può fare. Lo stesso discorso vale per la dottoressa Bocchino, come forma mentis e approccio alla giuda di un settore. L’architetto Cocchi era dimissionario, ci sono stati dei contrasti forti su questioni concrete, come il Regolamento sul Piano casa e Decreto sviluppo e lì ho notato un atteggiamento più da burocrate che da dirigente. Noi volevamo invece fornire al dirigente delle direttive da poter applicare in casistiche concrete, creando un’uniformità rispetto alle istanze del privato. C’è stata anche qualche pratica che ci ha esposto a rimostranze dei privati. Per il primo settore (guidato dalla dottoressa Bocchino ndr.) inoltre era troppo ampio per poter essere seguito da un unico dirigente. Con il senno di poi ci rendiamo conto di non aver visto male. Ho avuto modo di dare uno sguardo alla relazione dettaglia della nostra consulente del lavoro dopo l’inchiesta della polizia. Un incarico dato per garantire uno stipendio ai dipendenti. In questa relazione veniamo a conoscenza di situazioni imbarazzanti. Domani sarà a disposizione di tutti: strada facendo sono sorti tanti problemi, dipendenti comunali per i quali non si trovano i contributi versati e che dovrebbero andare in pensione. Qualcuno è sconosciuto addirittura all’istituto di previdenza inoltre il comune di Atripalda è sconosciuto all’Inail, dove non siamo mai stati accreditati. E ciò attesta che non è stato seguito bene un settore perché troppo ampio e perché spesso si è seguito la pratica della delega. Sulla rotazione infine, se fosse stata fatta prima, probabilmente avrebbe evitato ciò che è accaduto rispetto ai quattro. Invece ciò ha creato una situazione di assoluta non gestione di un settore che si sarebbe potuta evitare se per 30 anni la stessa persona non avesse svolto la stessa funzione. Di queste cose ne ho parlato anche con loro prima di adottare il provvedimento di revoca. Poi la Bocchino e Giannetta hanno inoltrato gli atti alla magistratura».
Il socialista Pacia replica: «mi spiace che i 4 capisettore non possono replicare. A me risultano alcune cose che non corrispondo a quelle da te sentite ora. I pareli sfavorevoli dati dalla Bocchino e da Cocchi è perché non potevano fare diversamente. Mentre Giannetta ha dimostrato più volte una certa elasticità».
consiglio atripalda_PascarosaIl capogruppo di Fi Del Mauro: «non ci può essere un contraddittorio. Una discussione che si poteva fare prima. Per quanto riguarda il rapporto con le forze dell’ordine da tempo proponevamo la nascita di un tavolo per la sicurezza composto da sindaco, comandante dei vigili e dei carabinieri proprio per rapportarsi. Sulle tue motivazioni, li dovevamo ascoltare. il sindaco ce li ha date, poi ognuno farà le sue riflessioni».
Il primo cittadino risponde: «Sulla sicurezza il comandante dei carabinieri la svolge bene e non ha certo bisogno di me o dei vigili. Ma non capisco perché ad Avellino si possono fare le manifestazioni e qui ad Atripalda no. Mica ad Avellino vige l’illegalità. Sono motivazioni dirette, che faccio a cuore aperto e ringrazio di avermi dato la possibilità».
consiglio atripalda_MustoL’Udc con l’ex assessore Geppino Spagnuolo manifesta la propria contrarietà alla riorganizzazione «Le motivazioni del sindaco che hanno trasmesso alla città, prima di tutto, potevano essere fatte in maniera repentina rispetto agli atti, mentre si è lasciati trascorrere quattro mesi nel buio senza dire quello che è stato detto stasera, ciò ha fuorviato molte questioni in questi mesi. Ognuno fa ora le proprie valutazioni. Le motivazioni date oggi, anche se in maniera sintetiche, dovevano far parte degli stessi atti amministrativi che hanno generato gli spostamenti. La gestione privatistica comunque deve calarsi nell’ordinamento normativo della pubblica amministrazione. Trovarsi di fronte ad atti non motivati. Alla base c’è un problema di illegittimità degli atti che non sono stati impugnati al Tar. Motivazioni che avrebbero tolto alcuni dubbi. Non condividiamo l’impostazione e ritengo che sotto l’aspetto dell’efficacia ed efficienza si è fatto un grosso passo indietro con tale riorganizzazione degli uffici. La prima riorganizzazione, quando ero ancora assessore e l’Udc in maggioranza, stava iniziando a dare i suoi frutti in tutti i settori. Le soluzioni che avete trovato ora rispetto alle criticità ritengono siano controproducenti. Spacchettare per non avere più il primo settore, andando a gravare su altri settori. Non c’è una motivazione. Se il primo settore era molto ampio, non è che lo si elimina e si fa a gravare su altri. Per il comando dei vigili il problema è delle manifestazioni: forse si volevano fare manifestazioni che non si potevano fare. Le soluzioni sono state talmente radicali rispetto ai provvedimenti adottati. Si è solo smantellato una macchina comunale senza ricostruirne un’altra da un punto di vista dell’efficacia ed efficacia. Perciò diamo parere negativo su questa seconda riorganizzazione».
consiglio atripalda_Musto 2Il capogruppo dell’Udc, Dimitri Musto: «quando ci siamo insediati avevamo trovato un comando dei vigili particolare, senza togliere nulla al precedente comandante. Ma con la venuta di Giannetta ho rivisto alcuni vigili tornare a fare servizio nelle nostre strade. Tutto il corpo dei vigli urbani, che è uno dei più antichi, si è ritrovato intorno al suo comandante. Forse qualche sagra è stata chiusa, ma forse per qualcuna è stato trovato qualcosa che non andava. Con la dottoressa Bocchino invece ho lavorato per tante iniziative, dai buoni voucher ad altri per i quali nessun cittadino si è mai potuto lamentare per l’istruttoria portata avanti. Mi spiace che oggi il comune rinuncia a queste professionalità che sono anche meritocratiche. Ho creduto in lei come sindaco, con il quale mi sono battuto all’inizio in campagna elettorale, ma su questa faccenda dei nostri bravissimi dirigenti sono realmente dispiaciuto. Lei, che considero come un giovane sindaco, avrebbe dovuto trovare la condizione migliore per utilizzarli in futuro».
Il consigliere di Piazza Grande Nunzia Battista: «le motivazioni sono un po’ tardive. Forse il primo settore era un pò pesante, andava alleggerito: la cosa che concordo è che i dipendenti debbano ruotare, visto che ci siamo dovuti rivolgere all’esterno perché non si correva il rischio che dopo l’inchiesta i dipendenti restassero senza buste paga. Un tipo di rotazione necessaria. Su certe manifestazioni però non si può semplificare, le condizioni non sono sempre le stesse ad Atripalda come ad Avellino. Non posso pensare che la prossima amministrazione decida di cambiare di nuovo tutto. Non è possibile. Gli impiegati hanno delle responsabilità e lo sforzo da parte vostra doveva essere di colloquiare di più per arrivare a soluzioni diverse. Spingendo casomai anche su su questi dirigenti che erano troppo rigorosi. La garanzia non è il politico ma i dirigenti che restano sul territorio e che hanno responsabilità».
Ancora Pacia: «conoscendo la loro serietà e professionalità mi sembra un po’ strano pensare un fatto del genere. Sul Natale non ho condiviso che le giostre fossero messe in piazza Umberto senza pagare nulla e rompendo anche le mattonelle».
consiglio atripalda_StrummoloPoi la discussione è scivolata sul punto 11, determinazione relative al superamento della delibera di consiglio comunale n°19 del 15/07/2014 per il parere negativo espresso dal comando vigili urbani in data 14/11/2014 protocollo n°22230 sulla riqualificazione urbana del palazzo Lombardi-De Mattia. A relazionare il consigliere del psi Ulderico Pacia che chiede l’annullamento del permesso a costruire del palazzo di piazza Umberto con intervento fuori sito in via Appia. «Chiedo la verifica delle misure e se dovesse risultare ancora una volta che non corrisponda al vero».
Per Del Mauro (Fi): «sulla questione c’è la perplessità di un consigliere comunale chiediamo l’annullamento della delibera e la riapprovazione del progetto». Risponde l’assessore all’Urbanistica Tuccia: «La parte politica ha terminato la sua funzione nel momento in cui il Consiglio comunale ha dichiarato un interesse pubblico. Ora spetta ai tecnici. Non possiamo più entrare nel merito. E’ ancora in corso la fase istruttoria. Poi si deciderà cosa fare» ed il sindaco: «noi sull’intervento complessivo ci siamo già pronunciati a favore perché meritevole di interesse pubblico. La parte tecnica spetta agli uffici. Il Consiglio si è già pronunciato sulla meritevolezza e sull’interesse perseguito da quel progetto».
Poi, quasi a mezzanotte, spazio alle risposte alle interrogazioni ed interpellanze delle minoranze.

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2 Risposte »

  1. Dobbiamo sentire ancora tutte queste fandonie contro i vigili e i carabinieri?
    Il burocrate in primis e chi ci gestisce. Si lamenta che i locali commerciali bar e pub a una certa ora non possono più somministrare ma non dice che l’ordinanza è stata fatta da loro e gli organi di vigilanza non fanno altro che farla rispettare.
    Per quanto riguarda la destituzione di queste persone ormai la gente conosce bene tutte le questioni e i fatti sono di dominio pubblico tutto quello che dite serve solo a far capire quante favole dite

    Atripalda non merita tutto questo è principalmente Atripalda è dell atripaldese

  2. In tutta questa baraonda di consiglio comunale, l’unica cosa saggia l’ha detta Ulderico Pacia: dove sta l’interesse pubblico sulla vicenda del palazzo in piazza? I consiglieri dovrebbero sparire e vergognarsi, invece sono ancora in carica.

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