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Politiche, il console Mario Vattani ad Atripalda per La Destra: “Puntare alla valorizzazione ed esternalizzazione dei prodotti irpini. Noi motore del cambiamento”. Il commissario provinciale Ermelindo Romano attacca Utc e sindaco Spagnuolo per la mancata risposta agli atti “paghino loro gli avvocati al Tar”, “l’errore” Laurenzano ed avverte il Pdl: “La prossima volta rivendichiamo candidati di centrodestra”. Foto

Pubblicato in data: 16/2/2013 alle ore:10:30 • Categoria: Politica, La DestraStampa Articolo

la-destra-vattani-ad-atripalda2«Bisogna snidare la politica che non c’è e che si rifugia sui social network e sui giornali. Ho l’onore di presentare un amico, il console di Osaka, Mario Vattani, candidato capolista al Senato. Si è innamorato di questa terra di mezzo. Lui console, pronto a promuovere il nostro territorio. Una terra conosciuta più per i politici che per le sue bellezze». A parlare è il commissario provinciale de La Destra Ermelindo Romano, candidato alla Camera, che ieri mattina presso l’ex sala consiliare ha presentato l’intervento di Mario Vattani, già console italiano a Osaka, balzato agli onori della cronaca perché beccato a cantare sul palco di Casapound con il suo gruppo musicale. Dopo una sospensione dal servizio e un reintegro, ora Vattani ha accettato la candidatura di Francesco Storace come capolista al Senato in Campania. «La mia attrazione per l’Irpinia mi porta a venire più volte qui. Non sono un politico ma un diplomatico, ero console generale di Osaka in Giappone – spiega così le ragioni della sua candidatura in Campania Mario Vattani-. Durante questi venti anni mi sono occupato di promozione dei prodotti italiani nei mercati non europei, un mercato da 600 milioni di nuovi consumatori in Asia. L’Irpinia mi attira oltre per la bellezza paesaggistiche anche per i prodotti dell’enogastronomia che hanno un’identità forte. Purtroppo non abbiamo più una rete di agenzie che porti le nostre imprese a competere con quelle dei nostri partner. In questo anno e mezzo di tartassamento dell’economia italiana e di abbandono delle imprese italiane, tante aziende hanno chiuso. Il problema è che gli spazi che noi rinunciamo all’estero non restano vuoti, ma sono immediatamente occupati dai nostri competitori. E così perdiamo quote di mercato quando dovremmo fare cose esattamente contrarie».
Per il console lo Stato deve sostenere le giovani imprese ed aiutarle nell’esternalizzazione criticando l’operato del governo Monti. «Un governo tecnico, che oggi si presenta come partito tecnico, che oltre a un sovrappeso fiscale ha mostrato un attenzione enorme al sistema delle banche ma zero al mondo delle imprese senza un senso di speranza».
Perciò per Vattani è necessario votare La Destra «per proteggere i nostri interessi ed il territorio. La destra è un partito serio con una storia dal dopoguerra che incarna la posizione dell’Msi sul sociale e nel ruolo della gestione pubblica. E’ un partito che ha una presenza sul territorio vera, fatta di tante generazioni di militanti. Una garanzia e anche un motore di cambiamento dentro un centrodestra che nelle sue forme ha appoggiato fino a pochi mesi fa il governo Monti. No siamo stati sempre all’opposizione e perciò siamo garanzia». Ai giovani irpini piegati da una politica di clientelismo infine Vattani conclude: “i giovani mi sento di dire che loro hanno delle capacità, che hanno l’abilità di utilizzare con metodi nuovi un accesso ad un mondo che guarda al più ai prodotti che offre l’Irpinia. Tra i vini più conosciuti nel mondo c’è il Taurasi, il Fiano, marchi che sono conosciutissimi. Noi vogliamo aiutarli con interventi forti dello Stato anche su come le banche fanno credito, imponendo un comportamento sociale alle banche. Li incito a continuare e scommettere sull’internalizzazione. Questo è quello che mi impegno a fare e mi presento per questo, come diplomatico che si presenta al Senato per invertire la rotta di ciò che ci sta portando al declino. Non basta più un funzionario per difendere il sistema produttivo ma lo Stato“.
vattani-ad-atripalda3Duro invece il lungo j’accuse del commissario Ermelindo Romano contro l’Amministrazione Spagnuolo. A finire sotto la lente d’ingrandimento con tanto di documentazione e denunce presso Procura e Corte dei Conti il mancato accesso agli atti comunali e gli incarichi ed affidamenti dell’Utc ad imprese di fiducia. «Mario Vattani – ha esordito Ermelindo Romano – rappresenta la cifra che mettiamo in campo. Non esodati della politica che debbono garantirsi un posto, ma uomini che si sono contraddistinti per il loro lavoro. In Irpinia abbiamo due ottuagenari, Ciriaco De Mita e il giovane rampollo Giuseppe Gargani. E poi c’è in candidato Giuseppe, molto confuso, che ad Atripalda appoggia il centrosinistra e si candida per allearsi con bersani ma alla regione è vicepresidente di una giunta di centrodestra. Mentre lo zio è il deputato europeo più assente. Noi siamo la destra nel centrodestra, mentre è abusivo dire che Fli è un partito di destra ma di centrosinistra».
vattani-ad-atripalda2 Poi l’attacco alla maggioranza di centrosinistra al Comune di Atripalda e all’Ufficio tecnico comunale. “Tutto ha avuto inizio con la richiesta di un varco pedonale di accesso alla scuola di via San Giacomo. Per aprire questo varco l’Utc mi dice che ci volevano circa 50mila euro. Ad una successiva riunione per la scuola proposi la possibilità di aprirlo per circa 2.500 euro, protocollando poi al comune lavori per una spesa di circa 1.000 euro. Poi la storia la sapete, il varco è stato aperto. Come mai per i tecnici comunali per aprire un varco pedonale vicino alla scuola ci volevano 50mila euro e poi è stato aperto con poche migliaia di euro?. Da qui inizio un’analisi di controllo, un’attività già avviata con l’ex sindaco Laurenzano. E non so perché non faccio più distinzione tra Laurenzano e Spagnuolo. L’errore più  grave è stato infatti aderire a quella lista con candidato sindaco Laurenzano. La prossima volta rivendichiamo candidati di centrodestra e lo diciamo chiaramente al Pdl. Prima ancora c’era già stato l’errore Iaione. Laurenzano è a conoscenza di questa documentazione ma lui ha fatto il sindaco non conoscendo i fatti amministrativi, come sindaco era distante dalle questioni. L’unica cosa che condivido è stata la sua denuncia sulle mani sulla città: infatti tutti i progetti ancora in itinere sono quelli posti in essere dal Pd e dal centrosinistra che fino all’ultimo batte cassa per gli incarichi“.
Romano attacca anche il sindaco Spagnuolo “che su più interrogazioni non  ha voglia di rispondermi e mi dice che non sono tenuti. Intanto altri cittadini iniziano a chiedere gli atti. Ed il comune soccombe dinanzi al Tar su tali richieste. Per me c’è un danno erariale. Se l’Utc dice di non voler concedere atti pubblici, violando la legge sugli accessi agli atti, perché allora non è il sindaco, la giunta o il dirigente a pagarsi l’avvocato ma sono i contribuenti atripaldesi con richieste per migliaia euro ed un totale di 30mila euro di danno erariale?“. Sulla pubblicazione delle determine dell’Utc: “Al 28 di novembre su 170 ne mancavano un’ottantina non pubblicate, tanto che il capogruppo del Pdl Del Mauro in consiglio paragona l’Utc al film di Albanese. Ho portato gli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.  Sulla pubblica illuminazione è mai possibile affidare lavori direttamente per 87 mila euro e non aspettare la nuova gara di pochi mesi?Sulla videosorveglianza il Comune non è stato capace di presentare una progettazione ma ha dovuto accordarsi a San Potito. E anche qui succede un f atto particolare: tutto l’impianto è costato 43 mila euro ma sono stati spesi 23 mila euro per un collegamento iniziale di pochi metri. Qui la politica va riportata nell’alveo della correttezza. Dobbiamo urlare con forza che siamo buoni sì, ma fessi no! Perché si continua a negare l’accesso agli atti dei cittadini costretti poi a dover ricorrere al Tar e farci pagare anche l’avvocato per vedersi un diritto?. Ed è sempre l’ufficio tecnico. E chiedo, nel caso in cui l’Utc non voglia dare risposte, le spese legali li sostengano loro e non le casse comunali. Qui parliamo di spese che ricadono sugli atripaldesi e questo non mi sta bene più!“.

ermelindo-romanoRomano poi spiega la decisione di lasciare il Pdl: “Questo tipo di azione non è voluta ed è stata portata avanti dal Pdl che me lo dice chiaramente in una riunione da cui decido di uscire. Vado via dal Pdl e decido di tornare a casa, in quella destra nella quale ho sempre creduto. E da qui il nuovo impegno“. L’ex consigliere di minoranza punta il dito anche contro gli affidamenti diretti “che solo nel 2012 sono per oltre 600mila euro. Vado alla Procura e alla Corte dei Conti e anche qui il giudice che visita il sito del comune si meraviglia per come possano essere pubblicati sull’albo pretorio gli atti, senza riferimenti e senza niente fino a quando il 30 novembre pubblicano oltre 38 atti. Oltre ottanta sono le interrogazioni che ho presentato finora “.

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6 risposte a “Politiche, il console Mario Vattani ad Atripalda per La Destra: “Puntare alla valorizzazione ed esternalizzazione dei prodotti irpini. Noi motore del cambiamento”. Il commissario provinciale Ermelindo Romano attacca Utc e sindaco Spagnuolo per la mancata risposta agli atti “paghino loro gli avvocati al Tar”, “l’errore” Laurenzano ed avverte il Pdl: “La prossima volta rivendichiamo candidati di centrodestra”. Foto”

  1. Arturo ha detto:

    Noi voteremo la destra

  2. emilio ha detto:

    Ma il pubblico c’era? O forse mancavano i fotografi?

  3. occupazione abusiva san lorenzo ha detto:

    romano hai appoggiato un sindaco del PD e ora vuoi definirti di destra?? Si na carta scoperta.

  4. blumond ha detto:

    fusse che fusse la vorta bona?

  5. Nappo Carmela ha detto:

    be che dirti Emelindo non si fa politica per questo, come quando eri consigliere comenale non facevi tutto questo ciao

  6. pennette al sugo ha detto:

    questi signori sono abbastanza inquietanti.
    Romano si è appena candidato con un sindaco del PD, che aveva sempre criticato, raccogliendo un consenso irrilevante (nemmeno 100 voti). Dice che incalza l’amministrazione Spagnuolo, facendo centinaia di interrogazioni, per ritagliarsi un ruolo che l’elettorato non gli ha dato. Poi ci ha portato questo regalo per la campagna elettorale, il console che fece il saluto fascista durante un concerto. Si, avete capito bene, un rappresentante della Repubblica italiana che salutando in quel modo, dimentica tutto ciò che quella cultura fascista ha significato per la nostra Italia. Questa gente andrebbe ignorata, messa nell’angolo, proprio per rendere onore ai caduti del periodo fascista.

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