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Dissesto idrogeologico, l’affondo di Sinistra Italiana Atripalda: “nessun progetto presentato”

Pubblicato in data: 15/3/2021 alle ore:13:44 • Categoria: Politica, Sinistra Ecologia e Libertà

«Abbiamo appreso che il Comune di Atripalda non risulta tra i circa 2.000 progetti che sono risultati beneficiari del contributo concesso dallo Stato per fronteggiare il dissesto idrogeologico». Parte da qui il nuovo affondo all’Amministrazione del sindaco Giuseppe Spagnuolo da parte di Sinistra Italiana Atripalda, la componente che si riconosce intorno all’ex assessore Luigi Adamo.
Questa volta a firmare l’intervento è Marco Genovese, candidato alle ultime amministrative per la componente di sinistra proprio nella lista del primo cittadino.
«E allora abbiamo approfondito, ma, in modo sconcertante, abbiamo scoperto che non risulta neppure tra i 9.000 comuni che hanno presentato, entro la scadenza perentoria del 15 settebre 2020, un progetto finanziabile poi risultato non assegnatario. E stiamo parlando di tanti soldini: ai comuni con il nostro numero di abitanti spettava un importo fino a 2.500.000 euro!». Eppure secondo la sinistra il territorio comunale del Sabato presenta tante zone a rischio idrogeologico «basta vedere cosa succede quando piove in maniera dirompente, e di recente la memoria ci porta allo smottamento sul raccordo Av-Sa».
Sinistra Italia coglie l’occasione per evidenziare ancora una volta che «Tante volte, ma mai troppe, abbiamo segnalato che le deleghe ad Urbanistica e Bilancio sono ancora in capo al sindaco. Come si pensa di risanare il bilancio comunale e mettere in sicurezza il territorio, se non si partecipa a bandi del genere? Solo tramite gli oneri di urbanizzazione concedendo autorizzazioni senza uno strumento regolatore quale è il Piano urbanistico comunale?» si interrogano gli esponenti di sinistra che denunciano: «Questo comportamento è l’esatto opposto della salvaguardia del territorio! E il mancato contributo in questione si aggiunge a tanti altri progetti non presentati nel corso degli ultimi tempi, dalla digitalizzazione al risparmio energetico, di cui sono risultati assegnatari comuni limitrofi e più piccoli. Insomma, si tira a campa’ da troppo tempo»..
Un affondo che segue quello di poche settimane fa in cui gli esponenti della sinistra atripaldese tracciavano una riflessione sullo stato di salute della cittadina del Sabato denunciando le tante questioni che non vanno in città: la biblioteca comunale ancora chiusa; gli alloggi popolari di Alvanite a pezzi; il declino della piazza; l’inquinamento senza più controllo; la videosorveglianza che parte, non parte, forse parte; il degrado dell’ex sede Asl di via Tiratore nell’indifferenza, i ritardi sul Puc e l’abbandono delle piazze Umberto e Sparavigna, Sotto accusa  anche l’intervento di rinaturalizzazione del fiume Sabato «Un cantiere aperto lungo l’intera città da due anni, su cui il comune non ha mostrato un minimo di interesse salvo adoperarlo come sfondo dei selfie all’inizio dei lavori, né ha esercitato alcuna forma di controllo, nonostante che per mesi i lavori siano andati avanti a rilento lasciando una ferita aperta in piena città, devastata e piena di topi, spettralmente vegliata dai teli strappati e svolazzanti sulle reti del cantiere in uno scenario da incubo non da città civile. E l’attuale risultato? – si chiede Sinistra Italiana Atripalda-. Tutto cemento e simpatiche cascatelle assordanti!».

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