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“Salviamo i nostri marò”, striscione sulla facciata del Municipio a sostegno dei due fucilieri della Marina

Pubblicato in data: 18/9/2014 alle ore:10:30 • Categoria: Attualità, Comune

maro-in-india-striscione1Salviamo i nostri marò” è lo striscione voluto dall’Amministrazione comunale e comparso da alcuni giorni sulla facciata del Municipio. Così anche il Comune del Sabato scende in campo per invitare le Istituzioni nazionali a fare di più per far tornare in Italia i due marò arrestati in India. Uno striscione con foto per non dimenticare e mantenere alta l’attenzione su Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri della Marina ancora detenuti in India.
E’ una storia che come cittadini non abbiamo ben compreso e che sembra coperta da un’aria misteriosa, indecifrabile – dichiara il sindaco Paolo Spagnuolo -. Inizialmente sembrava una questione giudiziaria, diplomatica e di facile soluzione. Ed invece abbiamo due cittadini italiani, due servitori della Patria che si trovano presso strutture indiane dove non si ha nessuna tutela della dignità, della salute e della persona umana come accade in tutto il resto del mondo. Per cui siamo in ansia per questa situazione. E però non riusciamo a capire che cosa manca alla politica estera e alla diplomazia e perché questa benedetta udienza, dall’esito della quale molto probabilmente sarà dichiarata l’incompetenza della giurisdizione indiana, venga continuamente rinviata. Sinceramente questo non denota bene per il nostro Paese. Come cittadini, come amministratori ci teniamo a far sentire anche alla famiglia dei due marò forte la nostra vicinanza, che sia rappresentata da una testimonianza visiva, come un banner ed uno striscione, come abbiamo fatto noi sulla facciata del Comune di Atripalda. Un’iniziativa voluta fortemente dall’assessore Antonio Prezioso e che tutti abbiamo condiviso. E’ una forma di solidarietà ed un messaggio alla famiglia. Di più certamente non possiamo fare, ma un messaggio alle famiglie e che in tanti comuni ci sia una testimonianza visiva di vicinanza ai due marò secondo me per la famiglia è importante“.
maro-in-india-striscione3Da qui l’invito finale a tutti a non abbassare la guardia: “Atripalda chiede così alla politica e alla diplomazia di fare uno sforzo in più, di coinvolgere l’Unione Europea perché qui è una problematica che va al di là del paese Italia. Coinvolgere e fare pressioni presso il governo indiano affinché questa udienza benedetta si svolga nel più breve tempo possibile e che si svolga con i crismi dell’imparzialità“.

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9 risposte a ““Salviamo i nostri marò”, striscione sulla facciata del Municipio a sostegno dei due fucilieri della Marina”

  1. enrico ha detto:

    Qua in Italia abbiamo rivestito di patriottismo due omicidi, dimenticando che, se tornassero nel loro (bel) paese, 30 anni cadauno nessuno glieli toglie.
    Li vogliamo qui come se fossero exempla da emulare, quando in India, a passeggiare avanti e indietro nell’ambasciata italiana, godono di molta più libertà di un eventuale carcerazione italiana.
    Poi abbiamo il coraggio di parlare di Falcone e Borsellino…

  2. Antonio ha detto:

    Caro direttore questo striscione e da parecchio che sta li tra poco va a male

  3. quelli ha detto:

    sono :- assassini:- ?

  4. raffaele la sala ha detto:

    E così Spagnuolo Paolo dice la sua anche sulla difficile vicenda dei Marò, immagino per dare un tono…internazionale al suo evanescente impegno (?) amministrativo e politico. Rifilandoci le solite approssimative ovvietà. Intanto i Marò si trovano presso l’ambasciata italiana, poi -magari- chieda a Monti per la infelice gestione della complessa -e non ancora del tutto chiara- vicenda… Fatta la tara delle ovvietà, naturalmente mi associo all’auspicio del loro definitivo rientro in Italia, mentre rinnovo e rilancio i quesiti posti da Impresa Diretta sulla impalcatura municipale. I cui costi -mi auguro- non dovranno giustificarsi come necessario supporto per …preziosi… municipali messaggi. (A proposito…autorizzati da chi? con quale atto amministrativo e relativo impegno di spesa?). Mah! ormai veramente…”chi s’aiza, comanda” … (espressione che deferentemente segnalo agli illustri accademici della vrenna…).

  5. Luca Criscuoli ha detto:

    è solo facile propaganda,per sfruculiare la pancia ignorante,quella che crede che siamo di fronte a due eroi,e invece sono due banalissimi assassini che vanno perseguiti secondo la legge indiana…..io spero che buttino la chiave!!!!!! L’Assessore voleva fa bella fijura!!!! Isso ci crere a ste ccose!!!!! Se solo si informasse un pò di più sulla vicenda, magari sobriamente solleciterebbe i tecnici comunali a togliere lo striscione. Non si usano le istituzioni per esprimere un pensiero personale. Domani ne metterò uno sulle scale della Chiesa Madre con su scritto: ” La condanna dei Marò: una speranza di giustizia” .
    I striscioni li avreste messi senza la “dignitosa” impalcatura? Lasciatela lì, è il simbolo del crollo di questa cittadina.
    E intanto sotto sotto (ma neanche tanto) i portatori di sommi ideali assistono e/o contribuiscono alla svendita e alla deturpazione di Atripalda. Cosa racconterete la prossima volta? che tutto sommato è meglio il cemento che valorizzare e difendere i resti della cultura romana che giace sotto i nostri piedi. VERGOGNA !!!!!

  6. Nando ha detto:

    Forse senza l’impalcatura, si sarebbe visto lo striscione.

  7. Antonio ha detto:

    Caro Luca probabilmente qua la persona poco informata sei tu sui Maro’. Se hai visto le indagini i proiettili nell imbarcazione dei pescatori risultano dal basso verso l’alto e non viceversa.Si presume che il conflitto a fuoco l’hanno avuto con una nave grava che è passata di lì prima.Pero per problemi politici e corruzione hanno fatto entrare con una scusa in porto Enrica Lexie. Il tutto fatto senza rispettare nessuna regola.I Maro’ sono soldati italiani se al potere ci fossero persone con degli ideali a difesa della Patria a quest’ora stavano a casa. Ma siccome il nostro paese è gestito da beceri imbecilli di una politica corrotta e lurida di un ideale di bassa sinistra questi sono i risultati.
    Condanniamo senza sapere i militari italiani e ci teniamo stretti tutti Sti immigrati che portano malattie e delinquenza .

  8. Giovanni ha detto:

    Ma questa impalcatura quanto ci costerà a noi cittadini? A cosa sta servendo?
    Speriamo che la veda anche il dottore Cantelmo.

  9. Luca Criscuoli ha detto:

    e da dove provengono questi rilievi balistici?…..una invenzione!!!!!!….ora ci si inventa le prove…… non scrivete cose di cui non siete a conoscenza. pure illazioni. per non parlare dei tentativi di corruzione….certo che i marò quali delinquenti rappresentano perfettamente l’Italia all’estero…… certo in Italia governa una becera sinistra, con il centrodestra a sostenerlo…..un pò come succede ad Atripalda,
    ….. insomma un pò di logica, e un pò di attenzione con l’uso delle parole, altrimenti i sinistrelli che governano e spartiscono Atripalda si offendono e si dimettono e poi ritirano le dimissioni prima di averle scritte e notificate……
    Ci vuole davvero molta convinzione oppure una faccia bella tosta che ostinarsi a presentarsi come “diversi” quando si assiste in modo consapevole, perchè evidente, allo scempio del paese prima e di Atripalda poi.
    Quello striscione va tolto perchè non può essere rappresentativo dell’opinione pubblica tutta. Caro assessore tu non rappresenti tutti gli atripaldesi, e nemmeno la tua variopinta e variegata maggioranza può arrogarsi il diritto di esprimere così disinvoltamente, senza regole etiche nè passaggi tecnici, una posizione parziale e non rappresentativa dell’effettiva verità giuridica intorno a questa storia. il primo consiglio che darei al paladino assessore sarebbe quello di consultare i verbali riguardanti le distanze delle imbarcazioni, si evincerebbero due notizie interessanti:
    1 – le imbarcazioni coinvolte erano in acque Indiane;
    2 – quella zona specifica non era nemmeno considerata aria a rischio pirateria al momento dell’omicidio, piuttosto lo erano le coste verso cui la nave era diretta (COSTE SOMALE) …..ma noi siamo in India….e in India c’è una Democrazia, una Giustizia che i presuntuosi italiani non possono pensare di modificare a proprio piacimento. E poi, caro Antonio, consentimi, li stanno trattando fin troppo bene, mangiano solo cucina e prodotti italiani, con i soldi degli italiani. Bella fregatura.

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