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Anfiteatro di via Appia: si decide il destino, Gerardo Troncone: «positiva questa fase di approfondimento, ma dopo va portato alla luce e valorizzato»

Pubblicato in data: 17/5/2021 alle ore:13:50 • Categoria: Attualità, Cultura

«E’ fuori di discussione la presenza di importanti testimonianze legate ad un piccolo anfiteatro in via Appia, che è documentato ampiamente da vari studi passati. Quello che sicuramente non si deve fare è manometterlo. Al di sotto dei serbatoi di carburante c’è un edificio di altissimo valore storico. E questo mi è sembrato che è stato accertato nei giorni scorsi».
Sulle tracce dell’anfiteatro romano affiorato dal sottosuolo in via Appia ad Atripalda, nel cantiere di ammodernamento di un distributore di benzina, interviene l’ingegnere Gerardo Troncone presidente dell’associazione “Polis” e del Gruppo Archeologico Irpino. Troncone è stato il primo a segnalare alla Soprintendenza, a fine marzo, il ritrovamento chiedendo attenzione sui lavori che si stavano eseguendo.
«Il fatto che abbiano fermato i lavori è di per se una cosa molto importante perché almeno non si è compiuto un danno irreparabile. Senz’altro è positiva questa fase di approfondimento. Oggi è conclamata la presenza dell’anfiteatro che dovrebbe essere portato alla luce e valorizzato».
Nei giorni scorsi nel cantiere c’è stato un sopralluogo della Soprintendente Francesca Casule con il sindaco Giuseppe Spagnuolo e la proprietà dell’area con il proprio legale Alfonso Maria Chieffo.
Si è ancora in una fase interlocutoria ma la Soprintendenza, dopo aver fatto ricoprire i reperti con dei teli e del terreno, per proteggerli dalle intemperie, dovrebbe a giorni concludere l’indagine archeologica e decidere cosa fare. Si stanno valutando possibili soluzioni che dovrebbe essere annunciate con un comunicato congiunto tra Soprintendenza, Comune e proprietà.
L’anfiteatro atripaldese risalirebbe tra la fine del I secolo Avanti Cristo e il primo secondo Dopo Cristo, in età augustea, e sarebbe secondo solo a quello di Pompei per grandezza, di forma ellisse con diametro tra gli 80 e i 100 metri. «Tutta l’area è di altissimo valore  perché si trova a ridosso delle mura antiche e vicino alla Tomba macedone che risale al 4 secondo a.C. – prosegue Troncone -. Abbiamo testimonianze che se valorizzate e portate alla luce potrebbero diventare anche importanti attrazioni culturali per tutta l’area. Quindi sarebbe auspicabile che si approfondisse e si completasse l’indagine conoscitiva e poi si decidesse. I primi anfiteatri sono nati in Campania, come quello di Pompei, Santa Maria Capua Vetere, Pozzuoli e Avella. Forse questi edifici sono nati in età pre-romana mentre il Colosseo è molto successivo. Per cui c’è tutto un Sistema di valorizzazione».
Infine su degrado in cui versa il parco archeologico di Abellinum sommerso dall’erba alta Troncone conclude: «E’ una situazione purtroppo di carattere generale di abbandono del patrimonio archeologico che non riguarda solo Atripalda ma tutta l’Irpinia perché la Soprintendenza ha un personale molto ridotto e non ha fondi. Si dovrebbero perciò assumere delle iniziative, un po’ ovunque, per valorizzare queste località che per certi versi sono molto interessanti».

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