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Casse chiuse al Comune per mancanza di liquidità, il delegato al Bilancio Landi: «Situazione di difficoltà ma sotto controllo. Subito Tares e tributi. Fiducioso per la vendita del Centro Pmi, non c’è rischio dissesto». Guarda la Video Intervista

Pubblicato in data: 24/3/2013 alle ore:11:30 • Categoria: Comune, Video intervisteStampa Articolo

domenico-landi-delegato-al-bilancioCasse chiuse al Comune di Atripalda per mancanza di liquidità, solo l’ordinaria amministrazione sarà garantita dall’Ente fino a quando non si procederà all’approvazione del Bilancio di previsione 2013 (entro il 30 giugno). E’ quanto comporta la lettera scritta dal responsabile del settore economico e finanziario di Piazza Municipio, dottor De Giuseppe, con quale si intima alla giunta di approvare solo spese inderogabili ed obbligatorie. Il Comune garantirà l’ordinaria amministrazione, come il pagamento di utenze, tutta la contrattualistica in corso, le spese già impegnate ma non si potranno effettuare nuovi impegni di spesa come interventi di manutenzione straordinaria, opere pubbliche non programmate, contributi per manifestazioni, patrocinio e tutto ciò che non rientra nel quotidiano. «Fino a quando non si approverà il Previsionale 2013 – illustra il delegato al Bilancio e Patrimonio, Domenico Landi, capogruppo in consiglio dell’Udc – bisogna operare in dodicesimi rispetto alle voci dell’anno precedente. E’ una situazione di difficoltà ma sotto controllo perché il pagamento degli stipendi dei dipendenti è assicurato così come l’ordinaria amministrazione. Le difficoltà sono generate dal fatto che in questi mesi non si registrano entrate né di natura tributaria e né di trasferimenti erariali. Il tutto mentre i pagamenti nei confronti di utenze e fornitori e piani di rientro con creditori vengono comunque assicurati».
Da gennaio il Comune ha pagato 2 milioni e 500mila euro a favore di creditori dell’Ente, somme attinte dagli introiti derivanti dall’Imu, tra cui i 700mila euro ad Irpiniambiente per debiti pregressi senza alcun introito di competenza relativo alla Tarsu. Il Delegato al Bilancio condivide la lettera del ragioniere capo: «Il dottore De Giuseppe vuole investire e responsabilizzare l’Amministrazione comunale rispetto alle mancate risposte da parte dei suoi colleghi responsabili degli altri settori comunali, eccezion fatta per il responsabile del I settore, dottoressa Bocchino, che ha già fornito risposte alle richieste effettuate per la composizione del Bilancio di Previsione». Una necessità di liquidità che l’Amministrazione comunale intendere affrontare con le seguenti azioni: «Abbiamo già dato mandato – prosegue – per la predisposizione dell’iter necessario all’anticipazione della Tares e dei tributi locali che già possono essere messi in riscossione. Inoltre abbiamo approvato in giunta la rateizzazione degli avvisi inviati ai contribuenti morosi in modo da consentire a chi è in difficoltà economica di poter onorare il proprio debito tributario attraverso una dilazione nei pagamenti».
Il comune per fare cassa ha messo di nuovo all’asta l’ex scuola rurale di contrada San Gregorio (94mila euro) mentre slitta ancora di un mese l’alienazione del Centro Servizi visto alla «Xenus srl», la casa farmaceutica che vuole comprare l’edificio di via San Lorenzo. «Sono fiducioso ed ottimista rispetto all’esito della trattativa. L’ulteriore rallentamento è legato a motivi burocratici che intercorrono tra la Xenus e l’agenzia che si occupa dell’istruttoria della pratica di finanziamento per conto del Ministero delle Attività Produttive».
In conclusione il delegato appare fiducioso: «La situazione è sotto controllo. Non c’è nessun rischio dissesto in quanto se dovesse paventarsi una situazione di insolvenza da parte dell’Ente, il responsabile del settore finanziario è tenuto per legge a rappresentare tale situazione in via ufficiale al sindaco, al consiglio comunale e alla corte dei conti. Pertanto la segnalazione del 18 marzo scorso è esclusivamente un invito ad un atteggiamento più cauto rispetto agli impegni di spesa».

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9 risposte a “Casse chiuse al Comune per mancanza di liquidità, il delegato al Bilancio Landi: «Situazione di difficoltà ma sotto controllo. Subito Tares e tributi. Fiducioso per la vendita del Centro Pmi, non c’è rischio dissesto». Guarda la Video Intervista”

  1. emilio ha detto:

    I dipendenti hanno sì di chè preoccuparsi . Basta riflettere su quello che abbiamo potuto verificare con il bilancio. Vi ricordate che ogni giorno veniva fuori un debito sfuggito agli addetti? Come si fà adesso a credere che non c’è rischio dissesto? Proprio perchè vengono date assicurazioni tranquillizzanti credo, per i dipendenti , c’è poco da stare tranquilli.

  2. Nappo Carmela ha detto:

    Sono d’accordo con de Giuseppe se in cassa comunale non ci sono soldi il comune deve spendere solo per cose serie e non devono spendere per fare feste o giullarte se no come si pagano dipendenti se ci sono pochi soldi? ciao

  3. Ex atripaldese ha detto:

    Se lo dice landi allora c’è da che preoccuparti auguri Atripalda

  4. paolo ha detto:

    landi assicura gli atripaldesi: non vi preoccupate atripalda e’ in mani sicure. si e’ loro!!!

  5. ottavio. ha detto:

    MIMMO LANDI UOMO DALLE MILLE RISORSE E DAI MILLE PARTITI.

  6. Antonio ha detto:

    il tempo è galantuomo ! VEDRAI CHE BOTTO CHE SI FA SE LA BANCA NON GLI CONTINUA A CONCEDERE QUEL FIDO MENSILE ? SI DICEVA DI QUELLI DI PRIMA CHE ERANO ATTACCATI ALLE POLTRONE ? ADESSO LO CHE COSA FANNO ? PARLANO DI TARES E GABELLE VARIE SU UNA POPOLAZIONE GIà ALLO STREMO !

  7. Antonio ha detto:

    quando non si amministra con giudizio e coscienza questi sono i risultati! i debiti fuori bilancio sono un aggravio usuraio sulle pubbliche finanze! sono una voce troppo grigia e le banche approfittano e consigliano anche come fare ! domando : ma in questa provincia chi di dovere indaga solo su case chiuse e piantine di marijuana ? meditate gente meditate .

  8. Pirandello ha detto:

    ho scarsa fiducia nel delegato landi sicuramente il fallimento e’ vicino anche perche’ insieme a quelli dell’ udc e’ impegnato a ostacolare l’amministrazione

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