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Il bilancio di un anno ad Atripalda del segretario comunale Clara Curto tra crisi economica e vicissitudini interne. Guarda la Video Intervista

Pubblicato in data: 14/3/2011 alle ore:21:00 • Categoria: Attualità, Video interviste, Le interviste di AtripaldaNewsStampa Articolo

clara curtoDottoressa Clara Curto, è passato un anno dalla sua nomina avvenuta il 15 marzo 2010. Qual è il bilancio di questi primi dodici mesi?
«Un bilancio professionale sicuramente positivo, ma più che per una soddisfazione personale per gli eventuali risultati, un bilancio positivo per quello che si è riusciti a fare in questi dodici mesi. Sicuramente Atripalda è una realtà molto complessa ma molto stimolante dove si può programmare bene e si possono conseguire risultati validi. Il bilancio complessivo in via amministrativa, e lo dico non per autoesaltazione, è obiettivamente positivo».
Come si è trovata ad Atripalda?

«Non vorrei peccare di eccessivo ottimismo, ma dico bene non per dare positività alla mia persona ma per la realtà in cui mi sono inserita perché sia da un punto di vista umano, che professionale è stata veramente un’esperienza positiva. Ho incrociato persone molto valide, i dipendenti comunali sono estremamente diligenti, mediamente lavorano tanto. Naturalmente c’è anche un felice connubio con tutta l’Amministrazione comunale. La realtà di Atripalda è positiva sotto tutti i punti di vista».
Lei è giunta ad Atripalda in un momento di profonda difficoltà per le casse comunali seguito dall’avvio di un forte piano di alienazione dei beni cittadini, segnato dalla mancata vendita del centro PMI…
«Sì, questo rappresenta il punto di criticità. Intanto devo dire che anche in questa situazione probabilmente la città di Atripalda ha dimostrato una maggiore maturità rispetto a tanti altri comuni d’Italia che sono in crisi finanziaria perché in realtà l’aspetto del deficit purtroppo appartiene ormai a quasi tutti gli enti locali per una serie di motivazioni che si conoscono bene e poi sfociano nell’attuale manovra federalista con aspetti estremamente problematici. Atripalda ha avuto quindi la maturità di tirar fuori tutta la debitoria cosa che probabilmente altri non sarebbero riusciti a fare. Io ho trovato un piano di risanamento merito di chi mi ha preceduto e dell’amministrazione che ha voluto che ciò avvenisse. Credo, quindi, di aver intrapreso questa attività inizialmente molto complessa anche perché l’attività di vendita come indirizzo principale dato al piano di risanamento, ha degli aspetti complessi a livello burocratico perciò abbiamo dovuto mettere in essere una serie di attività complementari alla vendita. Il problema della mancata cessione del Centro Servizi è l’aspetto critico del piano di alienazione ma bisogna considerare che, in un momento di crisi economica globale, è difficile trovare un acquirente dalla grossa disponibilità economico-finanziaria. In ogni caso non consideriamo assolutamente una sconfitta non averlo ancora venduto. E’ chiaro che ci sono altre soluzioni e operazioni finanziarie come una probabile ripartizione in lotti della struttura. Ma questo non sta a me dirlo poiché è un argomento tecnico, ma sicuramente ci sarà un sistema per poter ottimizzare il Centro di via San Lorenzo da un punto di vista finanziario».
clara curtoCondivide le scelte effettuate? Si poteva gestire diversamente la questione economica?
«Sicuramente le condivido. Prima di me è stato fatto un buon lavoro, era l’unico sistema per poter evitare un dissesto finanziario che, naturalmente, sarebbe stato molto più gravoso per le tasche dei cittadini. Ciò lo dico in via obiettiva, non ha nulla di politico. Effettivamente l’attività portata avanti dal Comune è pregevole perché ha evitato che ci fosse un aggravio per i cittadini almeno fino ad oggi. Del resto risulta sotto gli occhi di tutti che Atripalda è un comune molto patrimonializzato, ha una grossa ricchezza immobiliare e quindi va da sé che la soluzione ottimale per far fronte al deficit finanziario non potesse essere che quella del rito della plus valenza cioè la vendita dei beni immobili».
Lungo quale strada si muove il Bilancio di Previsione 2011?
«Abbiamo tenuto pochi giorni fa un seminario di studi sull’argomento perché mossi da forti perplessità dettate dal momento storico di questo federalismo municipale che come sappiamo tra l’altro è stato approvato su fiducia e chiaramente questo determina una diversa genesi delle entrate comunali e una diversa strutturazione del bilancio. Occorre esaminare bene quello che effettivamente la normativa sul federalismo municipale comporta. Naturalmente dobbiamo fare delle grosse riflessioni, non credo che ci possano essere ulteriori pressioni fiscali sui cittadini e va evitato che ciò accada. La difficoltà che abbiamo non è tanto in relazione alle previsioni, per la struttura del bilancio in termini formali di competenza, ma Atripalda da qualche anno avverte difficoltà di cassa, quindi, sarebbe necessario un perfezionamento dell’utilizzo del piano di risanamento».
Intanto a Palazzo di Città si assiste a una crescente litigiosità tra dipendenti, caso eclatante tra i vigili urbani?
«Mi dispiaccio molto di questi episodi, la mia impostazione lavorativa è stata quella di creare subito un buon rapporto anche umano con tutti i dipendenti. Cerco di essere disponibile anche per dare delle risposte anche alle problematiche di tipo relazionale. Il problema della Polizia Municipale è abbastanza atavico, spero che si possano distendere gli animi anche perché non vedo un problema nell’andamento del servizio che reputo valido. Purtroppo c’è conflittualità interna e mi dispiace che questa problematica sindacale possa essere vista come una defaiance del servizio che al contrario va bene».
Che rapporto si è instaurato con sindaco e amministratori?
«Positivo. Non vorrei sembrare delirante con tutta questa positività ma il sindaco è una persona molto perbene, gioviale e aperta sarebbe difficile non avere un buon rapporto con lui. Ma ho un buon rapporto con tutta l’amministrazione e la giunta anche con le minoranze riusciamo a dialogare bene e confrontarci. Questo è uno degli elementi di forza del mio lavoro ad Atripalda».
Come ha trovato il comune del Sabato? Quali sono le prospettive per il 2011 per la città secondo lei?
«La città ha i problemi un po’ di tutti i centri medio-piccoli, quelli che sono maggiormente penalizzate dalle manovre legislative. Da avellinese mi sento di dire che vedo la vostra Atripalda molto ben messa, intelligenti pauca, non posso che prevedere un buono sviluppo su tutti i punti».
Che messaggio lancia ad amministratore e anche ai cittadini?
«Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno accolta bene anche i cittadini e chi mi accompagna nel lavoro sia dipendenti che amministratori, grazie Atripalda».

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